Logo de Il Foglio

La nobiltà di una cucina si misura sulla pasta fresca

L'Osteria del Viandante di Rubiera e al Ristorante Cavallino di Maranello sono posti sia belli sia buoni, cosa rarissima in Italia dove i ristoranti belli sono pochi e quei pochi sono quasi tutti cattivi. Ma ora non posso più mangiare fuori casa
21 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 05:19
Immagine di La nobiltà di una cucina si misura sulla pasta fresca

Google creative commons

Per colpa di due ristoranti non posso più mangiare fuori casa. Recentemente ho pranzato all’Osteria del Viandante di Rubiera e al Ristorante Cavallino di Maranello. Sono posti sia belli sia buoni, cosa rarissima in Italia dove i ristoranti belli sono pochi e quei pochi sono quasi tutti cattivi. Kalos kagathos, dicevano i Greci. Sono belli e buoni e inoltre amabili, accoglienti. Dopo pranzi così piacevoli potrei soltanto scendere di livello. Dove trovare qualcosa di simile ai minuscoli cappelletti (in brodo) del Viandante e ai goduriosi tortellini (in crema di parmigiano) del Cavallino? Non intendo sedermi a tavole dove viene servita pasta secca. Mangiatela voi la pasta secca, il pacchero comprato, il rigatone indurito, lo spaghetto impacchettato... La nobiltà di una cucina si misura sulla pasta fresca, morbida, tattile, autoprodotta. E poi entrambi i locali (fra l’altro vicinissimi: 20 chilometri) hanno dei gran bei Lambruschi. Nella carta del Cavallino il Lambrusco occupa addirittura il posto d’onore: Massimo Bottura, sempre sia lodato, è lambruschista quasi quanto me. Insomma, ristoranti belli, buoni, edonistici, simpatici, con pasta fresca superlativa e Lambruschi sublimi. Prenotare altrove? Impossibile, mi sono abituato troppo bene, piuttosto un riso in bianco a casa.