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Lode all'inventore del frigo

“L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa” di Alberto Grandi, il libro che onora i protagonisti dell’epopea del ghiaccio casalingo. Giambattista Toselli, l’inventore italiano (nizzardo) del pre-frigorifero, merita un monumento
15 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 04:00
Immagine di Lode all'inventore del frigo

Photo by Latrach Med Jamil on Unsplash<br /><br />&nbsp;<br />

Si innalzi un monumento a Giambattista Toselli, l’inventore italiano (nizzardo) del pre-frigorifero. Nulla sapevo di questo eroe della comodità prima di leggere “L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa” di Alberto Grandi (Aboca) che è anche una storia del ghiaccio. Toselli nel 1878 presentò a Parigi un “apparecchio domestico per produrre il ghiaccio”: sfortunatamente, troppo in anticipo sui tempi, non ebbe successo. Allora si innalzi un monumento anche a Marcel Audiffren, il monaco di Grasse (guarda caso vicino Nizza) che nel 1894 brevettò un proto-frigorifero con maggior riscontro. Ma con la grande e grandemente idiota guerra mondiale l’Europa uscì di scena e subentrò l’America: il primo frigorifero moderno, il Kelvinator, venne prodotto a Detroit nel 1918. Siano onorati i protagonisti dell’epopea del ghiaccio casalingo senza il quale non saprei come riempire di cubetti il mio bicchiere di sorbarista nuclearista (il Sorbara è il Lambrusco più estivo e il nucleare è l’energia migliore, quella potenzialmente più copiosa ed economica, per raffreddare qualunque cosa).