Antologia ad alto tasso alcolico di fregnacce sui riots di Milano

Quelli che scivolano sulle vinacce, ma pensano di dire cose profetiche sui maranza
22 OTT 26
Immagine di Antologia ad alto tasso alcolico di fregnacce sui riots di Milano

Scontri tra manifestanti a Manifestazione contro il caro vita a Milano (foto LaPresse)

"Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto", cantava Guccini in una canzone già profetica ai suoi tempi (“ma le strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte”). Ma qui la profezia riguarda quelli che cadono, più che come foglie, come gli ubriachi quando scivolano sulla loro buccia di vinaccia preferita. E’ l’esito risibile dei riflessi pavlovoiani, delle giustificazioni social-moraliste dette a macchina: l’importante è sempre lisciare il pelo della protesta, hai visto mai? Così cadono sempre nella stessa pozzanghera retorica, scambiandola per senso compiuto. Walter Veltroni stappa per primo: “Non sono black bloc, c’è un dramma sociale che riguarda le nuove generazioni”.
Se è pensoso Veltroni, che dire di Elsa Fornero, di solito così prudente, che invece tira sassate nelle vetrine di Meloni? “Ripresentarsi con delle misure la cui efficacia non è mai stata valutata mi sembra una totale impreparazione della premier, non solo dei suoi più sprovveduti ministri”, l’ha liquidata. Ma soprattutto, l’ex ministro si commuove per i ragazzini, come manco Elsa Morante, perché “il sogno di migliorare la propria vita sta svanendo”. Una volta erano semplicemente choosy, questi bamboccioni sfaticati, ma pazienza. Tra i più ruzzolanti c’è Frankie hi-nrg mc, rapper torinese che l’adolescenza l’ha scampata da un pezzo, di anni ne ha 57 (com’è difficile fare il cantante e invecchiare bene, se non sei Keith Richards). Lui è il “decano italiano del genere”, o il decanter: “Il problema è la privatizzazione di tutto, l’aumento del costo della vita e, per i ragazzi, la mancanza di prospettive. Questa è la prima generazione che cresce in una situazione economica peggiore di quella dei genitori”. Quindi la sua stava bene, ma cos’è la vita se non sei contro “la privatizzazine di tutto”? Degli altri rapper lasceremo dire al gran Pistolini, qui ci attestiamo sulla sobria linea interpretativa ch ci ha regalato per primo Fedez.
Poi c’è la sezione “date una carezza ai vostri bambini” (quando tornano a casa, eh). Si commuove Ilaria Cucchi: “Le prime vittime sono proprio i ragazzi e le ragazze scesi in piazza. Davvero una vetrina rotta vale più del loro presente?”. Chiederlo magari a chi ha dovuto raccogliere i cocci? Comunque sia, è un sorpasso da guida in stato d’ebbrezza che ha lasciato sul posto persino l’apripista Concita De Gregorio, che chiede a tutti di “togliere lo sguardo dalle vetrine spaccate e continuare a tenerlo sui ragazzi, sulle loro ragioni”. Lei vuole “diserbare gli stereotipi”, e invece ne infila uno via l’altro, dentro i cerchi del bicchiere (niente paura, è solo un’altra cit.). Oppure Lina Palmerini (sarà un caso che molti di questi spunti vengano dalla premiata enoteca di La7?) di solito così misurata: “Se ci giriamo dall’altra parte, avremo eserciti in strada”, dice. Sembra di stare al circolo di Batista all’Avana quando i Barbudos stavano per scendere dalla sierra. Per non dire di Rosi Braidotti (stesso bancone delle fornitissime cantine Cairo, ma a questo punto il fiasco era proprio vuoto). Lei ha addirittura festeggiato “di fronte a quanto sta succedendo in piazza”. “Quello che sta succedendo mi mette gioia e speranza”. E figurarsi a noi. Prosit. e l’ultimo butti via le bottiglie vuote.