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Cosa ci insegna la birra (fake) di Rishi Sunak

La foto del premier birtannico che spilla una pinta è stata modificata da qualche burlone del web. Ma i veri deepfake non sono generati dall’intelligenza artificiale, bensì radicati nella nostra stupidità naturale
4 AGO 23
Ultimo aggiornamento: 13:11
Immagine di Cosa ci insegna la birra (fake) di Rishi Sunak

La foto ufficiale di Downing Street, a sinistra, &egrave; stata modificata da alcuni burloni online&nbsp;<br />

Il deepfake del primo ministro britannico che spilla una pinta di birra trae rilevanza non dall’evenienza che Rishi Sunak sia notoriamente astemio – stava servendo qualcun altro durante un festival del luppolo – ma dalla circostanza che la pinta risulti orrendamente versata, un deprimente gorgo di schiuma e risciacquo. Ciò nell’immagine falsificata dall’intelligenza artificiale; non invece nella realtà, dove la pinta preparata dal primo ministro era ammirevolmente uniforme e rorida. Uno sventato deputato laburista ha diffuso sui social l’immagine fasulla, credendola vera, ed è stato rimbrottato da maggioranza e opposizione per esserci cascato in modo tanto ingenuo.
Il punto, a mio avviso, è tuttavia un altro: per qual mai ragione un deputato dovrebbe avere interesse a segnalare che il primo ministro è un cane a spillare birra? Forse presume che gli elettori scelgano i propri rappresentanti in base alle doti da bartender, ma è falso. Forse ritiene i follower convinti che, se uno non sa versare una pinta come si deve, allora non saprà neanche governare uno stato, ma è falso. Forse pensa che la maniera più veloce di vincere le elezioni sia esporre l’avversario al pubblico ludibrio per futili motivi, ma è falso perfino questo. A riprova di come i veri deepfake non siano generati dall’intelligenza artificiale ma radicati nella nostra stupidità naturale: questi sono la causa, quelli la conseguenza.