L’Uber degli idraulici, idea di tre ragazzi esperti di finanza

Tre giovani laureati in materie finanziarie hanno creato un'app, Shoes off, grazie a cui prenotare servizi domestici a domicilio. Giovani coppie, single, famiglie e anziani soli hanno gradito molto i servizi della start up, che adesso pensa di aprire anche a Milano. Una storia di successo
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23 OCT 21
Ultimo aggiornamento: 07:04 AM
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Loro lo raccontano come l’Uber per la casa. Il Deliveroo della crepa nel muro, il Glovo del rubinetto che perde: ti si rompe il tubo del lavandino e ti aiutano a trovare un idraulico. Ma poi l’offerta si è ampliata e adesso l’assistenza consiste anche nell’accompagnare l’utente in un percorso, come può essere quello di una lunga ristrutturazione o di una ritinteggiatura. Loro sono tre amici, tutti laureati in materie finanziarie con percorsi che vanno dalla Luiss a master a Londra ed esperienze professionali all’estero. “Quando siamo tornati a Roma ci siamo detti: è mai possibile che ormai sul web possiamo acquistare qualsiasi prodotto, che dopo due giorni arriva tranquillamente a casa, oppure ordinare una cena a domicilio dai miei ristoranti preferiti o prenotare un Uber, ma se ho bisogno di un idraulico o di un elettricista devo sperare nei suggerimenti di parenti e amici? Oppure divincolarmi tra decine di annunci sul web col rischio di fregature…?”, racconta Alessandro Berardi, uno dei tre soci di shoes off. Gli altri due sono Manfredi Luchetti e Giulio Graziani, tutti 28enni.
La piattaforma serve ad aiutare le persone a trovare in breve tempo un professionista che risolva i guai domestici. “Shoes off è quel momento in cui ci si toglie le scarpe e ci si rilassa sul divano quando si torna a casa dal lavoro. Il concetto è che, se le persone hanno un problema nel proprio appartamento, non devono pensare a nulla perché glielo risolviamo noi”, racconta Berardi.
I servizi più richiesti riguardano idraulici, tappezzieri, traslocatori ed elettricisti. Ma ci sono anche esperti di tinteggiatura, falegnami, giardinieri, tuttofare, professionisti di pavimenti e parquet, ma pure di porte, finestre e infissi. “Con gli ultimi bonus fiscali stanno andando forte le ristrutturazioni: in quel caso seguiamo il lavoro dall’inizio alla fine. Il Covid in questo senso ha aiutato perché, con lo smart working, le persone si sono accorte dei difetti delle proprie abitazioni. E hanno colto l’occasione per sistemare cose che rimandavano da anni”, racconta Alessandro.
Il sito è partito da un anno e mezzo, ha avuto finora circa 1.500 clienti su una rete di un centinaio di professionisti. Funziona così: sulla piattaforma si compila un modulo dove si presenta il problema e quello di cui si ha bisogno. Per esempio, un idraulico o un posatore di parquet. Obbligatoria anche la zona di Roma e un’ipotesi di budget. “A quel punto facciamo una ricerca tra i nostri professionisti e indichiamo all’utente quello che, secondo i parametri indicati e le disponibilità, ci sembra il più adatto” spiegano da Shoes off. Ma come ci guadagnate? “Alla fine del mese i vari professionisti ci corrispondono una percentuale sui lavori procurati tra il 10 e il 15%. Ma in futuro pensiamo un pagamento direttamente sul web da parte dell’utente, come accade su Airbnb o Amazon”. E i clienti sono soddisfatti? “Per ora sì. Tranne qualche raro episodio, i lavori sono andati a buon fine. E infatti le persone ritornano, come si può evincere dai commenti sul sito. Siamo molto esigenti sui professionisti che utilizziamo, su cui facciamo una rigida selezione: su circa 700 richieste ne abbiamo scelti un centinaio. Naturalmente sono persone che devono avere una predisposizione a lavorare con la tecnologia”, sottolinea Alessandro. Devono essere smart, insomma. E i clienti? “C’è un po’ di tutto: giovani coppie, single, famiglie, pure anziani soli. E da tutte le zone della città”. Naturalmente non sono gli unici a offrire un servizio simile. “La nostra forza, rispetto ai competitor, è offrire un’unica soluzione e non un range tra cui scegliere. E poi il rapporto umano: siamo vicini al cliente dall’inizio alla fine. E questo li rassicura”, dicono ancora.
Fa però un certo effetto vedere tre giovani laureati in materia finanziarie ed economiche occuparsi di lavandini, murature e infissi. “È una start up di cui andiamo molto fieri perché è un’idea nostra: ci abbiamo messo 10 mila euro e siamo partiti, ci coinvolge a tempo pieno e ci permette di fare un lavoro autonomo in continua crescita. Il prossimo obbiettivo è aprire a Milano. E poi vedremo…”.