Preghiera
Sgarbi è tornato
Il suo "Il cielo più vicino. La montagna nell'arte" illumina sette secoli di pittura alpestre ed è una fonte incredibile di scoperte novecentesche
“Il tema della montagna reca con sé il pensiero di Dio”. Sgarbi è tornato, è di nuovo in libreria con “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte” (La nave di Teseo), illuminante sette secoli di pittura alpestre, a partire da Giotto e dalle sue rocce francescane. Sono pagine di descrizioni e di riflessioni: “Nulla è più vicino all’eterno della montagna”, “Stare con la testa nel cielo ci rende divini”...
Per quanto mi riguarda è soprattutto una fonte di scoperte novecentesche, quadri come la “Madonna della pace” del misconosciuto pittore cattolico Tullio Garbari (urge un viaggio a Trento per ammirare dal vero) e “Ragazza cadorina” del sottovalutato Ubaldo Oppi. Quest’ultima, “languida e insinuante”, viene accostata alla “Sera romagnola” in cui una bellissima giovane, simile a statua “ma viva, parlante, vibrante”, è ritratta da Oppi sullo sfondo degli Appennini. Anche il tema delle montanare reca con sé il pensiero di Dio. E questo non lo dice Sgarbi bensì (con altri termini) Sant’Agostino.