Il cronometro e le trappole verso le elezioni

 La Lega sostiene di voler votare con calma, a settembre. Forza Italia dice lo stesso, non si sa se bluffando. Meloni ha dato mandato ai suoi parlamentari di muoversi come se si dovesse votare in primavera, credendoci. Ma ci sono alcune leggi che ci possono aiutare a comprendere la scansione dei prossimi mesi di politica

1 NOV 26
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Foto LaPresse

Non si sa quando si voterà, e questo è chiaro, ma più passa il tempo più è chiaro che ci sono alcuni passaggi parlamentari interessanti da osservare per provare a capire che direzione prenderà la legislatura. La Lega sostiene di voler votare con calma, a settembre. Forza Italia dice lo stesso, non si sa se bluffando. Meloni ha dato mandato ai suoi parlamentari di muoversi come se si dovesse votare in primavera, credendoci. Ma ci sono alcune leggi che ci possono aiutare a comprendere la scansione dei prossimi mesi di politica. La Lega potrebbe decidere di non opporsi al voto anticipato in caso di approvazione della riforma a cui è più legata, l'autonomia differenziata, e qualcosa su questo fronte inizia a muoversi. Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato i disegni di legge che recepiscono le intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Il ministro Calderoli punta a chiudere alla Camera entro gennaio e al Senato prima nei primi mesi del prossimo anno. Fratelli d'Italia non è contraria ma non ha intenzione di andare avanti sulla riforma della Lega senza metterci qualcosa di suo. Una riforma in particolare: quella che riguarda il rafforzamento dei poteri di Roma Capitale. È una riforma costituzionale, per la quale servono quattro votazioni parlamentari, con almeno tre mesi fra la prima e la seconda lettura di ciascuna Camera. I tempi ci sono ma sono stretti. Capire che direzione prenderanno queste riforme ci aiuteranno a capire se la finestra di maggio è vera o pure o solo una finta realtà.
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