Politica
la votazione •
Montecitorio approva le pre-intese sull'autonomia differenziata
I provvedimenti fotocopia per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto passano alla Camera, dopo il via libera del Senato della scorsa settimana. Schlein: "E' il governo più antimeridionalista della storia". Ora la palla passa al Cdm, poi, dopo il passaggio nei consigli regionali, le intese torneranno in Parlamento per l'approvazione definitiva

Foto ANSA
Continua il lungo cammino della legge sull’autonomia differenziata, una delle tre grandi promesse del governo, dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia e la rinuncia al premierato, a ben vedere, l'unica rimasta. Già approvate dal Senato, le risoluzioni sulle intese preliminari è stata approvata anche alla Camera per Liguria, (163 favorevoli e 116 contrari) e Lombardia (167 contro 116). E, a breve, Montecitorio voterà anche quelle per Piemonte e Veneto.
Il provvedimento devolve alle regioni la competenza su quattro aree: protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità. Si tratta di un passaggio propedeutico al voto delle assemblee regionali, cui seguiranno la sottoscrizione delle intese definitive e, poi, l’approvazione definitiva delle Camere a maggioranza assoluta dei componenti.
La votazione è iniziata due ore dopo l’inizio della seduta, complice un ordine del giorno fitto e pieno di temi controversi, su tutti l’immancabile caso Roggero, sul quale è stato tirato in mezzo anche Elon Musk, ma anche la vicenda di Abderrahim Fakir a Bologna, terreno di scontro verbale tra Fratelli d’Italia e l’opposizione.
Gli interventi in Aula hanno ribadito le argomentazioni ricorrenti tanto per la maggioranza che per l’opposizione. La sinistra ha insistito sul testo uguale per tutte e quattro le regioni, alla faccia dell'autonomia "differenziata", e il rischio di aumentare il divario nord-sud. La segretaria del Pd Elly Schlein è arrivata a parlare di “governo più antimeridionalista della storia repubblicana”. Forza Italia ha difeso il testo richiamando proprio il principio di sussidiarietà segnalato dalla Corte costituzionale che, con una sentenza del 2024, ha subordinato la reale applicazione dell'autonomia differenziata alla definizione dei livelli essenziali di prestazione in molte materie (quelle non oggetto delle prenintese): nel suo intervento, Fabrizio Sala, deputato di FI, ha citato proprio la sentenza del 2024, affermando che nel provvedimento “vengono trasferite funzioni circoscritte e motivate, non materie”. Più trasversale è invece la critica al provvedimento relativa alla scarsa incisività del testo discusso, richiamata a gran voce anche dal Partito liberaldemocratico.
Numerosi sono stati anche i riferimenti alla “Lega Nord, non quella di Salvini” come specificato da Chiara Braga del Pd. Diversi interventi dell’opposizione e non solo hanno infatti alluso a Bossi e Maroni e a quanto la risoluzione sia una tiepida interpretazione delle campagne leghiste della prima ora.