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Le dichiarazioni •
Meloni in conferenza stampa: "Il governo non cambierà la posizione sull'Ucraina, con rispetto per la Lega". E Salvini se ne va
La premier spiega che "la maggioranza è orientata per continuare a sostenere l'Ucraina nella prospettiva della pace e questa sintesi non cambia". Il ministro dei Trasporti lascia la conferenza stampa che presentava la manovra. Su Youssef Siher: "Nessun attacco ai magistrati, ho difeso il lavoro dello stato"

Foto Ansa
La posizione del governo sugli aiuti all'Ucraina non cambierà. È quanto affermato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi, presentando la manovra. "Penso che il segretario della Lega Matteo Salvini, al quale faccio chiaramente le mie congratulazioni per la riconferma al congresso, abbia tutto il diritto e anche il dovere di segnalare qual è il sentimento, l'umore che arriva dalla sua base", ha detto rispondendo a una domanda sulla differenza di vedute. "Dopodiché siamo tutti d'accordo sul tema della pace in Ucraina, ma l'orientamento prevalente è che per garantire quella pace il modo migliore per farlo sia continuare a sostenere l'Ucraina. Quindi non prevedo che quella sintesi cambi, anche perché in passato è stata più volte segnalata questa sensibilità, poi abbiamo comunque, ovviamente, trovato una sintesi".
"Tra l'altro in Consiglio dei ministri – ha continuato Meloni – tra i mille provvedimenti che abbiamo approvato, c'era anche la proroga dello stato di emergenza che consente di mandare gli aiuti all'Ucraina. Quindi mi sento abbastanza serena del fatto che il governo che ha avuto su questo una posizione chiara possa andare avanti. Fermo restando che ho grande rispetto e grande attenzione per quello che dice un partito molto importante della coalizione". Al termine della risposta il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si è alzato e se n'è andato dalla conferenza stampa.
Nel corso della conferenza stampa la premier ha anche risposto a una domanda sulla scarcerazione di Youssef Siher. Facendole notare che nel video pubblicato sui social Meloni ha posto come causa dei disordini del 17 ottobre a Milano la creazione delle chat del dottorato – quando in realtà i gruppi che il ragazzo è accusato di aver creato, così come i messaggi, sono arrivati solo il lunedì successivo –, la presidente del Consiglio visibilmente infastidita si è scusata: "Nel video io ho sbagliato il tempo di un verbo. Il tempo del verbo che avrei dovuto usare era 'delle violenze, delle manifestazioni che avevano portato alle devastazioni'. Invece ho sbagliato effettivamente il verbo e ho detto che hanno portato alle devastazioni. Mi scuso".
Ma poi sul tema e sulle accuse che ha sollevato il tribunale di Milano, ha detto: "Ho visto le risposte che sono arrivate dall'associazione nazionale magistrati. Dico una cosa semplice: non vedo quello che ho detto come un attacco, lo vedo come una difesa. Con una difesa del lavoro che conosco di tutti i servitori dello stato che hanno lavorato con enorme dedizione per evitare che si ripetesse quello che avevamo visto il 17 di ottobre. E non si è ripetuto, e mi dispiace che quel lavoro venga vanificato". E ancora: "Quindi non credo che dirlo sia scomposto, come ho letto. Mi pare che scomposto sia altro, francamente. Tipo dire 'chi non salta la Meloni è'. E non sono i miei toni e non sono i miei metodi, ma ho il dovere di difendere un lavoro che ho visto fare in questo fine settimana da tanta gente, perché vogliamo difendere le persone perbene dalla violenza, dalla devastazione, dalla distruzione, da quello che abbiamo visto. Questo è quello che ho detto ed è quello che ribadisco".

