Economia
la bozza •
Manovra, oggi il Cdm. Salta la proposta della Lega sulle pensioni a 64 anni. Intesa sui 5 miliardi dalle banche
Alle 15 il Consiglio dei ministri per chiudere la legge di Bilancio. Giorgetti trova l'accordo nella maggioranza sul contributo degli istituti di credito, nonostante le resistenze di Forza Italia. Nella bozza anche flat tax per gli under 35, detassazione delle tredicesime e nuovi incentivi alle assunzioni. La Lega non ottiene il superamento della Fornero, ma porta a casa le rottamazioni

Si terrà oggi pomeriggio alle 15 il Consiglio dei ministri chiamato a chiudere la partita sulla prossima legge di Bilancio, l'ultima del governo Meloni. Dopo giorni di trattative tra i partiti della maggioranza, sul tavolo arriva una bozza che prova a tenere insieme il taglio delle tasse per il ceto medio, gli incentivi al lavoro giovanile, gli aiuti alle famiglie e soprattutto le coperture necessarie a finanziare gli interventi. Il valore complessivo della legge di Bilancio dovrebbe aggirarsi intorno ai 23,5 miliardi di euro, con la possibilità di salire fino a 25 miliardi. Uno dei nodi politici più delicato, quello del contributo richiesto a banche e assicurazioni, sembra essersi sciolto: il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dice che l'accordo è stato trovato all'interno della maggioranza, mentre il confronto con gli istituti di credito arriverà successivamente.
Il contributo del settore bancario e assicurativo dovrebbe garantire quasi 5 miliardi di euro, una delle principali fonti di finanziamento della manovra. Un risultato ottenuto nonostante le resistenze di Forza Italia, contraria a nuovi prelievi sugli istituti di credito. Tra le ipotesi ancora allo studio c'è un'esenzione per le banche di prossimità e i piccoli istituti locali. Alle risorse provenienti dal settore finanziario dovrebbe aggiungersi anche un contributo delle società energetiche.
Sulle pensioni, invece, la Lega non avrebbe ottenuto il risultato richiesto. Non passa l'ipotesi di abbassare a 64 anni l'età di uscita dal lavoro, ma al suo posto dovrebbe essere istituito un fondo per la flessibilità pensionistica, operativo dal prossimo anno. Il Carroccio potrebbe però rivendicare un risultato sul fronte fiscale, con la riapertura delle rottamazioni quater e quinquies, estese anche alle cartelle derivanti da accertamento.
Sul fronte fiscale, il principale intervento riguarda l'Irpef e il ceto medio. L'ultima bozza prevede di estendere l'aliquota del 33 per cento fino a 55 mila euro di reddito, rispetto agli attuali 50 mila. Nelle settimane precedenti si era discusso della possibilità di arrivare a 60 mila euro, ma il costo dell'operazione, stimato in 2,7 miliardi l'anno, avrebbe imposto uno sforzo eccessivo alle casse pubbliche. La soluzione individuata riduce dunque la platea dei beneficiari e dimezza il vantaggio fiscale rispetto ai circa mille euro ipotizzati inizialmente. Per i redditi più bassi è prevista invece una detassazione delle tredicesime, con un'aliquota agevolata che potrebbe essere fissata al 10 o al 15 per cento.
Un capitolo della manovra è dedicato ai giovani e al lavoro. La misura più significativa è una flat tax al 5 per cento per i nuovi assunti sotto i 35 anni con contratto stabile, entro una soglia di reddito ancora da definire, indicativamente tra 30 e 35 mila euro. Per gli under 30 si ragiona anche su una mini-Irpef, mentre tra le varianti in discussione figura l'ampliamento della no tax area per chi ha meno di 25 anni. Agli incentivi per i lavoratori si affiancherebbero quelli per le imprese: una deduzione maggiorata del costo del lavoro, tra il 130 e il 140 per cento, per le assunzioni di under 35, che potrebbe arrivare al 180 per cento nel caso delle madri lavoratrici. Confermata anche la tassazione al 5 per cento degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali.
Novità in arrivo anche per gli autonomi. La soglia di ricavi per accedere alla flat tax dovrebbe salire dagli attuali 85 mila a 100 mila euro, ma con un compromesso: oltre gli 85 mila euro scatterebbe l'obbligo di applicare l'Iva. Sul fronte immobiliare prende quota la proposta di Fratelli d'Italia di introdurre la cedolare secca sugli affitti dei negozi, con un'aliquota del 21 per cento che scenderebbe al 10 per cento nei centri metropolitani.
Per le famiglie sono previste la proroga del bonus mamme e nuove risorse per gli asili nido.
C'è poi l'allargamento dell'esenzione dal bollo auto ai veicoli fino a 133 kilowatt, riservata però ai nuclei con almeno quattro figli. Resta invece oggetto di trattativa una proposta di Forza Italia sulla sanità: una card da 300 a 500 euro destinata agli ultrasettantacinquenni con redditi bassi, da utilizzare per spese odontoiatriche, protesi, visite ed esami non coperti dal servizio pubblico e pagamento dei ticket. La soglia Isee per accedere al beneficio è ancora da definire. Non sarebbe invece previsto un incremento del Fondo sanitario oltre il miliardo di euro già programmato.
Tra gli altri interventi c'è un fondo da 480 milioni per assunzioni e previdenza delle forze dell'ordine. Proprio oggi i sindacati militari hanno chiesto un incontro urgente alla premier Giorgia Meloni per chiedere più risorse. Per il settore agricolo si valuta invece la possibilità di utilizzare risorse della Politica agricola comune per attenuare l'impatto del costo dei carburanti sulle imprese.
Entro oggi queste intese politiche dovranno essere trasformate in un testo definitivo. Restano da precisare alcune soglie di reddito, la portata effettiva delle agevolazioni e soprattutto le modalità dei contributi richiesti ai settori bancario ed energetico. La maggioranza arriva al Consiglio dei ministri con un compromesso che distribuisce misure e risultati tra i partiti: il taglio dell'Irpef e gli incentivi alle assunzioni, le rottamazioni chieste dalla Lega, le agevolazioni immobiliari sostenute da Fratelli d'Italia e gli interventi sociali proposti da Forza Italia. Il tutto entro una cornice finanziaria che lascia poco spazio a ulteriori richieste.