Più militari nelle strade, ma poche risorse in manovra. I sindacati chiedono un incontro urgente a Meloni

Nel giorno della legge di Bilancio, otto sigle sindacali delle Forze armate si rivolgono alla premier e a Giorgetti per chiedere risorse su previdenza, indennità, tredicesime e assistenza sanitaria. Ma Ciriani avverte: “Non ci sono le risorse per accontentare tutti”

28 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 10:25
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A Giorgia Meloni chiedono un incontro “urgente”, di dare seguito alle parole e agli annunci. E mentre il ministro Luca Ciriani - nel giorno in cui il Cdm approverà la manovra - ricorda che “non ci sono le risorse per accontentare tutti”, i sindacati militari incalzano il governo. Perché, spiegano “investire sul personale non è una concessione, è una scelta strategica per la sicurezza del paese”. Tanto più in una fase internazionale segnata dai conflitti e mentre i militari vengono impiegati ancora di più nelle questioni di ordine pubblico, come è accaduto coi 500 militari mandati a Milano in occasione delle manifestazioni di sabato scorso.
Sono otto le sigle che hanno firmato il documento - Usmia esercito, Usmia Marina e Gc, Sim Marina, Amus Aeronautica, Sium Aeronautica, Aspmi Esercito e Siamo esercito e Sam. Vogliono un incontro “per affrontare le priorità economiche e previdenziali del personale militare nell’ambito della legge di bilancio”. Tra le richieste, oltre a stanziamenti finanziari e impegni certi, anche dal punto di vista delle tempistiche, ci sono risposte sulla previdenza, con un finanziamento strutturale; defiscalizzazione delle indennità e della tredicesima; assicurazione sanitaria e un aggiornamento della legge sull'indennità di trasferimento, di modo che gli stanziamenti vengano adeguati al costo della vita odierno.
Nel comunicato i sindacati, che rivendicano anche “rispetto, riconoscimento e dignità”, non menzionano il ministro della Difesa Guido Crosetto, si rivolgono a Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, il titolare del Mef. E pur nella consapevolezza di “esigenze di equilibrio dei conti”, attendono una risposta. Lo “fanno con spirito costruttivo”.
La coperta però è corta: “Sarà una manovra di serietà e responsabilità”, ha ricordato questa mattina Luca Ciriani parlando a SkyTg24. “Non ci sono le risorse per accontentare tutti”. Mentre ieri il presidente della commissione Difesa, il forzista Nino Minardo, ha spiegato che il confronto con il comparti militare è stato avviato, in particolare sulla previdenza: “Ma ora ­ ammette­ servono risorse concrete. La legge di bilancio deve rafforzare il fondo istituito nel 2022 per dare una risposta strutturale alla questione previdenziale dei militari e degli appartenenti alle Forze di polizia".