Salvini raddrizza il tiro su Kyiv. "Lo stop agli aiuti? Dovremmo parlarne, non c'è niente di ovvio. Siamo alleati leali"

"Era una riflessione che facevamo quattro anni fa, poi per spirito di lealtà alla maggioranza e al governo abbiamo sempre contribuito come giusto a ogni tipo di sostegno umanitario ed economico all'Ucraina". I toni più morbidi del leader della Lega dopo il congresso e il nervosismo creato in maggioranza

27 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 10:42
Immagine di Salvini raddrizza il tiro su Kyiv. "Lo stop agli aiuti? Dovremmo parlarne, non c'è niente di ovvio. Siamo alleati leali"

Foto ANSA

Lo stop dell'invio delle armi in Ucraina "era una riflessione che facevamo quattro anni fa, poi per spirito di lealtà alla maggioranza e al governo abbiamo sempre contribuito come giusto a ogni tipo di sostegno umanitario, economico all'Ucraina. Porteremo ai tavoli della maggioranza da leale alleato, come abbiamo dimostrato in questi anni, quello che tantissimi italiani, tantissimi imprenditori tantissimi paesi europei stanno maturando come riflessione". Così a Radio 24 il vicepremier Matteo Salvini. Che dal palco congresso straordinario leghista di questo fine settimana aveva chiarito la sua posizione sugli aiuti a Kyiv: “Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina“. Ai microfoni della radio, oggi, il leader della Lega ha ammorbidito i toni. "Dovremmo parlarne, non c'è niente di ovvio – ha aggiunto –. Penso che sia utile ragionare come stanno facendo tanti altri paesi europei, tante associazioni, soprattutto legate al mondo dell'impresa, perché per questa guerra le sanzioni le stanno pagando le imprese italiane, i cittadini italiani. Questi aiuti dati all'Ucraina stanno portando alla fine della guerra dopo quattro anni e mezzo o stanno protraendo la sofferenza di quel popolo e di quei popoli? Ritengo giusto ragionarne senza che ci siano partiti presi".
Del resto, l'auspicio leghista di fermare l'invio di armi in Ucraina aveva suscitato qualche malumore in maggioranza. Come scriviamo qui, lo stesso Salvini ha raccontato come Giorgia Meloni abbia reagito alle sue parole al Congresso della Lega: “Mi ha fatto nero”. La premier, infatti, si è irritata per “l’ingratitudine” dell’alleato, e da FdI hanno detto che se Salvini si è finora salvato, è stato per le generosità di Meloni. Interrogato in radio su questi punti, però, Salvini ha oggi negato che ci siano state reazioni nervose da Meloni: "Non mi risulta e sui giornali si leggono tante cose bizzarre". Anche da Forza Italia la linea filoucraina è rimasta intatta: "La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell'Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario", ha commentato ieri il leader azzurro Antonio Tajani, aggiungendo che "è pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kyiv". 
Riguardo alle questioni di politica interna e al ruolo dell'ex governatore del Veneto Luca Zaia nella nuova segreteria della Lega, Salvini ha detto: "Non voglio fare questioni di personalità o di personalismi, ci saranno tutti coloro che vorranno dare una mano. Abbiamo governatori eccezionali, ex governatori eccezionali, abbiamo più di 500 sindaci al lavoro, molti dei quali potrebbero fare i ministri domani mattina". Quindi "ho solo l'imbarazzo della scelta su chi coinvolgere", ha detto il vicepremier. Al congresso federale di Milano è stato presentato anche il logo che accompagnerà la Lega alle prossime elezioni politiche: la nascita di "Lega Italia Federale" ha sancito la chiusura dell'era della "Lega Salvini premier". "È qualcosa che unisce le nostre battaglie a livello nazionale. Abbiamo sindaci in Lombardia e in Veneto, come era in passato, e abbiamo sindaci in Sicilia, in Calabria e nel Lazio, come è adesso. Il federalismo è un modello di buon governo, fondato sull'efficienza, sul merito, sulla velocità, che funziona in mezzo mondo e contiamo che funzioni anche in Italia", ha detto.
Spazio anche per parlare di legge di Bilancio. "Stiamo lavorando per il varo della manovra domani", ha assicurato Salvini. "Sono contento perché una parte dei contributi in legge di Bilancio per le pensioni, per il lavoro, per le imprese, per il caro-energia arriva da un importante contributo delle banche, dopo mesi e mesi di dibattito sugli extraprofitti, i microprofitti", ha affermato il ministro dei Trasporti. "Come è giusto che sia, è sempre stata una mia battaglia e una battaglia della Lega, non punitiva ma oggettiva, le banche contribuiranno con una cifra importante, visti gli utili che stanno facendo con le commissioni pagate dagli italiani". Sul fronte pensionistico, la priorità per la Lega, ha aggiunto, "e finalmente ci siamo arrivati, è superare la legge Fornero quindi restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67", ha proseguito Salvini, che si è detto "fiducioso nel riuscire a mantenere un impegno che la Lega ha preso già diversi anni fa e nelle scorse leggi di bilancio, per altri problemi, non siamo riusciti a portare a casa. Il Mef e l'Inps stanno stimando il costo, sicuramente ci sarà la copertura necessaria per permettere a chi ha versato i contributi di riavere indietro almeno i suoi contributi".