Meloni fa “nero” Salvini “l’ingrato”, Tajani rilancia su Kyiv

Il leader della Lega fa marcia indietro sull’Ucraina e si fa portare via Matone da FI (e G.Letta). Ha trascorso l’intero fine settimana a inseguire poliziotti e chiedere selfie, come l’influencer e disturbatore Gianfredi. Milano è una città che difficilmente la destra potrà vincere, ma a Salvini interessa solo guastare i rapporti con Tajani   
27 OTT 26
Immagine di Meloni fa “nero” Salvini “l’ingrato”, Tajani rilancia su Kyiv

(Foto Ansa)

Quando tifa Bolsonaro, lo fa perdere e quando promette “basta armi in Ucraina”, offre una ragione a Tajani per inviarle. Salvini è una pipa, come Magritte. Domenica annuncia il Papeete a Kyiv ma lunedì torna in ufficio, a Chigi, per un vertice, e dice a Meloni: “Sai, erano toni da Congresso”, si faceva per scherzare. E’ la più veloce (non) crisi di governo, come la pipa che non è una pipa, solo che in Lega a fumarsela via è la deputata Simonetta Matone, che passa con FI, con la mediazione di Gianni Letta. E’ Salvini che sta raccontando come Meloni abbia preso le sue parole al Congresso della Lega: “Mi ha fatto nero”. I veri problemi di Meloni sono lui, Trump e Netanyahu. Per Trump si attendono le midterm, Netanyahu forse lo mandano a casa gli elettori israeliani, ed è Meloni a dire ai suoi: “Ormai è indifendibile”. Resta Salvini, ma è surrealismo.
A chi fa comodo il litigio Salvini-Tajani, con Tajani che adesso vuole accelerare sul decreto Ucraina, il pacchetto armi, pronto e fermo da quasi un anno, tanto da far dire a Tajani: “Le invieremo quanto prima a Kyiv”?. Meloni passa per affidabile, per chi mette pace, e gli alleati per subalterni che litigano per la roba, per altro la perdente: la candidatura a sindaco di Milano. Si può annunciare una crisi di governo, “in Cdm dirò basta armi per l’Ucraina”, e scrivere poi, come ha scritto Salvini ieri, e come sta provando a spiegare da ore a Meloni: “Sai, dovevo motivare la mia base”, “sarò leale”? Oltre all’irritazione per avere sollevato una questione dimenticata, quel decreto armi che deve passare dal Copasir, e in stallo da quasi un anno, Meloni è irritata per “l’ingratitudine” dell’alleato. Dicono in FdI che se Salvini si è finora salvato, è per le generosità di Meloni. Se Salvini è riuscito a vincere il congresso della Lega si deve anche a FdI che ha chiuso le porte alla ciurma di leghisti che prima di bussare da Vannacci ha bussato a FdI, senza ricevere risposta.
Quando Salvini dice che “la Lega non sarà un alleato di serie B”, dimentica le cortesie ricevute da Meloni. Chi le impediva di favorire Zaia o Fedriga e chi le impediva di rivendicare sin da subito il Veneto anziché lasciarlo ad Alberto Stefani, nel momento più difficile per Salvini? I veri impermalositi non sono i giornalisti, che Salvini insulta, ma FdI. Si può scrivere per due giorni di seguito che Salvini perde anche se vince. Di fatto, perde la deputata Simonetta Matone che passa con Tajani, il povero Tonio. La perde ed era una delle deputate che più si erano spese al referendum sulla giustizia. Salvini l’ha dimenticata a favore di Giulia Bongiorno (che tra l’altro gli suggeriva di fare spazio al nuovo, ovvero agli Zaia, ai Fedriga). Al Congresso Lega è stata presentata la mozione per la sicurezza ed era firmata da Bongiorno e Jacopo Morrone. Cosa restava a Matone? Poteva fare la candidata sindaca di Roma, ma Salvini è troppo occupato a scippare a Tajani la candidatura di Milano per Silvia Sardone. Si aggiunga che in Lega si sa già che “a Roma scatterà un solo seggio”. E non è destinato a Matone.
Per prendere la scena a Perego, il sottosegretario alla Difesa di FI, che ha voluto la Folgore a Milano, Salvini ha trascorso l’intero fine settimana a inseguire poliziotti e chiedere selfie, come l’influencer e disturbatore Gianfredi. Milano è una città che difficilmente la destra potrà vincere, ma a Salvini interessa solo guastare i rapporti con Tajani. L’ultima che potrebbe tirare fuori dal suo armadio di felpe invecchiate è proporre Letizia Moratti, di FI, per ostacolare Perego. Nella furia di mandare segnali non si è neppure accorto che il nuovo simbolo “Lega Italia Federale” non è stato emendato dal Congresso. Significa che seppellisce a metà “Salvini premier”. La storia di Zaia che verrà coinvolto in questa segreteria surrealista, merita invece un prossimo articolo dal titolo: “La fronda dei ragazzotti”, tutti i quarantenni della Lega che incitano Salvini a fare Lega pulita: “Non ti circondare di traditori”.
Il Cdm sulla manovra al momento non è confermato e tutta la macchina di Meloni è impegnata a fare della sicurezza un tesoro. E’ stata diffusa la nota interna, dell’ufficio studi di FdI, e si rivendica la tregua di questo sabato con questo titolo: “17 ottobre: l’approccio del governo Meloni che ha evitato le devastazioni per il 24”. Nella nota si fa la rassegna dei cinque decreti sicurezza varati dal governo e vengono tirate le orecchie ai parlamentari d’opposizione perché “è gravissimo che esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni offrano sponde o assistenza a chi ha messo a ferro e fuoco le nostre città”. E ora, una seduta di psicanalisi gratuita offerta dal Foglio. Cosa ha fatto perdere la testa a Salvini? Si scrive Kyiv, ma si legge elezioni anticipate. Non ha capito ancora che non è lui il metronomo, ma la Consulta. La decisione di Meloni è collegata ai tempi della Consulta: se arriva oltre a fine febbraio, non ci sarebbe il tempo per modificare la legge. E si mette in conto che delle modifiche andranno fatte. Serve un ulteriore mese e salta la finestra di un voto ad aprile. Se si andrà a votare alla fine della legislatura, anche in questo caso Salvini dirà “è una vittoria della Lega”. Un’altra pipa: “Ceci n’ est pas un alleato”.