Politica
Le priorità per il paese •
Alla destra serve una svolta. L'agenda liberale di Alberto Cirio per far crescere l'Italia
Sicurezza, libertà, imprese e lavoro: i cardini di un centrodestra che guarda avanti e costruisce il futuro. Per farlo occorre una coalizione aperta al centro. E il governatore del Piemonte “chiama” Calenda

Alberto Cirio (Foto LaPresse)
L’Italia ha bisogno di un centrodestra che guardi avanti. Una coalizione capace di garantire sicurezza, crescita, sostegno a chi lavora e fa impresa, rafforzare il ruolo dell’Europa e restituire ai giovani la fiducia nelle possibilità di costruire il proprio futuro. E’ questa la sfida di un centrodestra liberale e riformista, che crede nella libertà delle persone, nella capacità della società di generare ricchezza e nella centralità del lavoro. Un centrodestra che, proseguendo il grande lavoro fatto in questi anni alla guida del Paese, sappia assumersi la responsabilità delle decisioni, senza inseguire gli estremismi né trasformare ogni problema in una battaglia ideologica. La libertà è la cifra che tiene insieme questa visione: libertà personale, libertà economica, libertà di lavorare, investire, intraprendere e scegliere. Una libertà che ha bisogno di regole certe e di istituzioni autorevoli.
Sicurezza e libertà: lo stato deve esserci
La prima responsabilità delle istituzioni è garantire la sicurezza dei cittadini. Chi aggredisce un poliziotto o devasta i beni altrui commette un reato e deve risponderne. Bene ha fatto il governo a intervenire con fermezza anche sui minori: chi è in grado di commettere un reato deve essere chiamato alle proprie responsabilità. E chi sbaglia deve pagare, o lui o la sua famiglia perché è questione di buon senso, ma anche di giustizia. Se infatti è vero, come scriveva Euripide, che i figli non possono portare le colpe dei padri, è altrettanto vero però che i genitori devono assumersi la responsabilità educativa dei propri figli e rispondere del loro comportamento. Se non hai insegnato a tuo figlio cosa sono le regole e il rispetto per gli altri è giusto che sia tu a pagare per i suoi errori. La libertà di manifestare è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, e le istanze dei giovani abbiamo il dovere di ascoltarle, ma non possono diventare l’alibi di violenze e illegalità e la solidarietà alle forze dell’ordine deve essere sempre piena e senza ambiguità.
Più impresa, più lavoro, più ricchezza
Tornare a parlare in modo chiaro e concreto di crescita, di produzione e di sostegno alle imprese è il miglior modo per continuare a rilanciare l’identità di Forza Italia e far crescere il Paese, perché la ricchezza si produce solo nelle aziende e con il lavoro. Fare il presidente di una Regione dà il privilegio di vivere immerso nella vita reale e di parlare con le persone vere. Il mio carrozziere, stufo dell’ennesimo dibattito in tv dove si parlava di sussidi, di redditi da garantire a questo o a quell’altro, una volta mi ha detto: “Basta con questi discorsi, non vi rendete conto che ogni volta che date un reddito a chi non lavora lo pago io che lavoro? E oggi non ce la faccio più”. Del resto come dargli torto: è un pensiero semplice, ma profondamente vero. Uno stato moderno deve proteggere i più fragili, come ci ha insegnato il presidente Berlusconi, ma anche mettere le persone nelle condizioni di trovare un impiego, avviare un’attività e costruirsi un futuro. Un conto è non poter lavorare, e chi si trova in questa condizione deve essere aiutato, un altro è non voler lavorare. E allora io sono convinto che un centrodestra liberale debba aiutare chi non riesce, ma superare l’assistenzialismo, che per troppi anni ha caratterizzato certa politica, e l’idea che basti distribuire risorse per risolvere i problemi sociali. Perché il reddito nasce da una cosa sola: il lavoro.
Una fiscalità giusta anche per le partite Iva
E’ urgente superare il meccanismo dell’ingiusto fardello del doppio pagamento, eliminando i meccanismi di acconto e saldo che strangolano la liquidità di professionisti e imprese. Non è giusto che i lavoratori autonomi debbano anticipare allo stato tasse su guadagni futuri e che non si sa nemmeno se saranno davvero incassati. Si deve pagare su quanto si è effettivamente guadagnato: è un atto di giustizia, ma soprattutto una prova di fiducia perché lo stato deve fidarsi dei suoi imprenditori!
No alla patrimoniale e alle tasse sugli extraprofitti
E con lo stesso senso di giustizia Forza Italia dice no a una tassazione sugli extraprofitti. Chi stabilisce quando un risparmio o profitto sono troppo elevati e devono essere tassati?
Sia chiaro: è giusto che, se una particolare situazione ha favorito un settore a scapito di altri, venga chiesto uno sforzo. E infatti, l’atteggiamento di dialogo con il mercato finanziario chiesto da Forza Italia si è dimostrato efficace ottenendo ad esempio dalle banche un aiuto straordinario in un momento particolare, pur salvaguardando le banche di credito cooperativo per la loro natura mutualistica e territoriale. Ma non lo si chiami extraprofitto. Sdoganare il termine extraprofitto è estremamente pericoloso perché dà alla parola “profitto” un significato negativo, quando invece è una parola buona e positiva. E soprattutto è figlio di una visione che considera il successo di un’impresa una colpa da punire con nuove tasse. Un’idea distorta dell’economia in cui sarebbe lo stato a stabilire fino a che punto il tuo guadagno sia giusto.
Forza Italia è nata per togliere le tasse, non per metterle: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Analogo ragionamento per la patrimoniale che colpisce il risparmio dopo che il nostro sistema fiscale ha già tassato il reddito costringendoti a pagare due volte! E’ ingiusta, punitiva e diseducativa. Due amici guadagnano la stessa cifra, il primo li spende tutti, il secondo li risparmia, li investe e li mette da parte. Alla fine dell’anno, lo stato chiede al secondo di pagare un sussidio per mantenere il primo che ha scialacquato tutto. Che insegnamento diamo ai nostri giovani, se gli diciamo che dopo il duro lavoro e un risparmio per costruirsi una vita, glielo tassiamo? Ed è pericolosa, perché allontana gli investimenti: nel 1990 i paesi europei che applicavano questa tassa erano 12, oggi sono quattro. Francia, Germania, Austria, Danimarca l’hanno abolita perché è una ricetta sbagliata.
Lavorare, creare e donare: la responsabilità sociale dell’impresa
Lo diceva tanti anni fa, Michele Ferrero, fondatore della Ferrero, con cui ho l’onore di condividere la terra d’origine: lavorare, creare e donare. Tre parole semplici, da leggere rigorosamente in quest’ordine. Perché solo lavorando, crei impresa e benessere e solo così puoi aiutare chi ha bisogno di essere aiutato. Coniugare iniziativa economica, valorizzazione del lavoro e responsabilità sociale è la strada che vogliamo percorrere, creando condizioni favorevoli per chi vuole investire e crescere. Questo vuol dire avere regole stabili, tempi certi, un’amministrazione che accompagni gli investimenti e una burocrazia che aiuti e non boicotti.
Più fiducia ai giovani, per costruire il futuro dell’Italia
I giovani sono il nostro futuro. Dar loro fiducia e creare le condizioni per cui non debbano scegliere di vivere altrove, ma trovino nell’Italia la terra in cui costruire la propria vita, la propria famiglia e il proprio futuro, è l’obiettivo di un centrodestra che crede nel domani. Credere nei giovani significa dar loro gli strumenti per studiare e formarsi e tanto sta facendo il ministro Bernini sul fronte del diritto e dell’accesso allo studio, a partire dall’aumento dei posti letto negli studentati e dal superamento del numero chiuso a medicina che per decenni ha stroncato i sogni di chi non poteva permettersi di preparare i test di ingresso con corsi da decine di migliaia di euro. La nostra proposta di introdurre una no tax area per gli under 30 va proprio in questa direzione, per stimolare l’impresa giovanile e fermare la fuga di cervelli all’estero.
Famiglia e natalità: dare ai giovani le condizioni per costruire il futuro
Il centrodestra deve continuare a sostenere la famiglia e la natalità con azioni concrete, partendo dalla consapevolezza che una delle principali ragioni per cui oggi tanti giovani rinunciano ad avere figli è di natura economica. La difficoltà di trovare una casa e l’incertezza sul futuro rappresentano ostacoli importanti per chi vorrebbe costruire una famiglia. Per questo dobbiamo mettere le nuove generazioni nelle condizioni di compiere questa scelta con maggiore serenità. In Piemonte è pronto il progetto “Una famiglia, una casa”, un grande piano che sarà operativo nel 2027 e assegnerà 1.000 alloggi a 100 euro al mese per giovani famiglie under 35, prevedendo premialità per chi ha bambini piccoli. Un’iniziativa in linea con il Piano casa del governo nazionale per dare una risposta concreta al bisogno abitativo e alla natalità.
Un’Europa più forte per un’Italia più competitiva
Per raggiungere questi obiettivi, l’Europa è e resta lo scenario imprescindibile. Il mercato comune, la ricerca, le infrastrutture e il peso negoziale dell’Unione sono strumenti fondamentali per difendere l’interesse italiano. Il sostegno all’Ucraina appartiene a questa visione: la sicurezza europea riguarda la stabilità, la libertà e la capacità di difendere i nostri valori. Essere europeisti non significa tuttavia accettare ogni decisione senza discuterla, ma contribuire a costruire un’Europa più giusta. Questo ha fatto la premier Giorgia Meloni che in questi anni ha conquistato credibilità internazionale e centralità in Europa per indubbie capacità personali e anche grazie alla presenza di Forza Italia che forte della propria appartenenza al Partito popolare europeo (la principale famiglia politica europea) ha contributo a garantire serietà e affidabilità al nostro governo: valori preziosi nelle istituzioni europee.
Energia, competitività e sviluppo
La transizione ecologica deve essere sostenibile per l’ambiente, ma anche per le imprese. E sono molto orgoglioso che la decisione di aprire all’energia nucleare di nuova generazione, dopo anni di pregiudiziali ideologiche, abbia la firma di Forza Italia e del ministro Pichetto. E’ solo mettendo le nostre aziende nelle condizioni di reggere la concorrenza con chi ha costi energetici 3-4 volte più bassi dei nostri che favoriamo davvero la crescita. Serve il coraggio di proseguire su questa strada aprendosi anche a meccanismi innovativi che valorizzino le risorse di ciascuno.
Il Piemonte, ad esempio, è terra di montagne e di acqua e noi siamo stati i primi in Italia a mettere a bando le concessioni idroelettriche, prevedendo come contropartita per la regione una quota annuale di energia da mettere a disposizione a prezzi calmierati per le aziende che scelgono di insediarsi in Piemonte o che sono in difficoltà per sostenerne il rilancio. Un buon esempio credo da replicare nel Paese.
Esportare di più, difendere l’interesse nazionale
L’Italia è un Paese di produttori e la capacità di esportare è una delle principali risorse della nostra economia. I dati dell’export, che cresce del 9 per cento su base annua, nonostante i dazi e le guerre, sono la prova della forza del Made in Italy e dell’efficacia di quella che ci piace chiamare diplomazia della crescita. Questo successo è il frutto diretto della intelligente strategia del nostro segretario Antonio Tajani, nel suo ruolo di ministro con delega al Commercio estero, che ha saputo valorizzare e mettere a sistema l’intera rete del commercio estero: le nostre Ambasciate e gli uffici Ice nel mondo non sono più solo presidi istituzionali, ma veri e propri motori economici al servizio delle imprese.
Le riforme che possiamo fare subito, senza nuova spesa
Non tutte le riforme richiedono nuove risorse. Molte dipendono dalla volontà di eliminare procedure inutili. La Pubblica amministrazione non deve chiedere a un cittadino un documento che già possiede, una pratica non deve avere decine di passaggi interni, un errore formale sanabile deve poter essere corretto.
Sono cose di buon senso, ma troppo spesso non trovano applicazione. Per un piccolo imprenditore, una procedura più semplice significa tempo restituito al lavoro. Per un investitore, la certezza dei tempi può fare la differenza tra scegliere l’Italia e scegliere un altro Paese. A livello nazionale, i ministri Zangrillo e Casellati hanno già fatto moltissimo per la semplificazione delle norme superate e per rendere la Pubblica amministrazione più veloce e efficiente. Forza Italia deve continuare su questa strada perché la semplificazione non è uno slogan: è uno stato che sa rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
Un centrodestra liberale, europeo con Forza Italia
La coalizione di centrodestra in questi anni ha dimostrato che esiste una strada per governare l’Italia con fermezza, competenza, fiducia nella società e con la stabilità che fa bene al Paese. La nostra identità repubblicana, liberale, riformista, europeista e cattolica è una ricchezza. E’ dall’orgoglio delle nostre radici che possiamo trovare la forza di allargare la nostra azione politica senza smarrire i valori che ci uniscono. Abbiamo di fronte sfide importanti. Per anni siamo stati un partito preso per mano da un leader straordinario. Essere accompagnati e indirizzati da Berlusconi era bello, facile e rassicurante. Oggi quella mano non c’è più e abbiamo iniziato a camminare da soli con la guida del nostro segretario Antonio Tajani che ha compiuto il miracolo di tenere viva Forza Italia dopo la scomparsa del nostro presidente. Viviamo un momento di grande responsabilità, nel quale dobbiamo tenere i piedi ben saldi nelle nostre radici, ma lo sguardo puntato al futuro, anche per allargare il perimento del nostro consenso. Mi hanno insegnato che per raggiungere un traguardo servono una bussola e una mappa che ti portino a destinazione. E noi le abbiamo entrambe: la bussola è la famiglia Berlusconi, che ci aiuta a mantenere ben chiara la via della libertà e del rispetto dei valori che ci ha lasciato il nostro presidente. La mappa è quella che dobbiamo scrivere ogni giorno come partito e che è in mano a un leader capace ed esperto come Antonio Tajani. Una mappa che deve potersi arricchire con il contributo delle tante risorse che il partito oggi ha nel Paese. Anche gli spunti più critici, se ricondotti all’interno dell’unità del partito, possono essere estremamente preziosi.
Allargare la coalizione si può: l’esperienza del Piemonte
L’esperienza piemontese, che il centrodestra governa da sette anni, dimostra che, quando esistono obiettivi chiari e reciproca affidabilità, è possibile allargare gli schieramenti tradizionali. Qui il dialogo con le esperienze civiche presenti nei territori, così come con le forze di centro, a partire da Azione, costituisce già, nel nostro governo regionale, un’alleanza solida e coesa. E’ un’opportunità concreta che può crescere anche a livello nazionale, sui temi sui quali esistono convergenze. Io vengo dalle Langhe e Beppe Fenoglio, raccontando il dopoguerra di una terra di giocatori di carte, diceva che le partite si vincono quando fai le squadre. E se noi saremo capaci di fare “buone squadre” saremo vincenti alle elezioni, ma saremo soprattutto vincenti per il Paese che ha bisogno di stabilità ed equilibrio, lontano dagli estremismi che un centrodestra ancorato al centro può maggiormente garantire.
Allargare una coalizione non significa sommare voti, come vediamo accadere nel campo largo. Significa invece individuare valori condivisi, costruire un programma serio e credibile e offrire a un numero crescente di cittadini la possibilità di riconoscersi in un progetto comune. Forza Italia con Antonio Tajani, così come Azione con Carlo Calenda e il ricchissimo mondo delle Liste civiche possono essere i motori e i protagonisti di questo percorso, per rafforzare nel centrodestra la voce di una cultura politica che unisce libertà economica, responsabilità sociale, europeismo e centralità della persona. E’ il momento di guardare avanti. E dobbiamo avere la forza di farlo insieme.
Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, vicesegretario di Forza Italia

