Ruffini e Gabrielli presentano il programma. Prima il centro, il resto è noia

Più Uno presenta 43 proposte da 11,4 miliardi, tra fisco e giovani. Ma a dominare sono primarie e alleanze. Intanto Magi chiede un gruppo autonomo alla Camera per aggirare la raccolta firme prevista dalla nuova legge elettorale

22 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:58
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"Hai voglia di far centro quella sera / Sì, d'accordo, ma poi / Tutto il resto è noia" , cantava Franco Califano. A dare vita a questi versi oggi pomeriggio sono stati un altro Franco, Gabrielli, ed Ernesto Maria Ruffini. Lo sbirro e l'esattore – loro si chiamano così – hanno presentato il programma politico per le prossime elezioni, sei strade e quarantatré proposte (più una) per "un paese più uguale". Il tutto scritto dentro un librino arancione, che è il manifesto del loro neonato partito, Più Uno: un'altra esperienza che vuole unire competenze e riportarle al centro dello scacchiere, con uno sguardo al campo largo. Lo stesso centro al quale l'ex direttore dell'Agenzia delle entrate ha rinnovato un appello all'unità, chiedendo un incontro per una unica lista centrista alle prossime elezioni dentro la coalizione di centrosinistra.
La galassia è fitta: Onorato, Renzi, Spadafora, Mastella. Non sono mancate domande su posizionamenti, cespugli, legge elettorale. A maggior ragione perché Riccardo Magi, insieme a Bruno Tabacci, poche ore prima ha richiesto formalmente la creazione di un gruppo autonomo alla Camera per aggirare l'ostacolo della raccolta firme in vista delle prossime elezioni. Il resto è "noia", dicevamo. Ma in apparenza, perché dietro le 88 pagine di proposte e idee "a disposizione del centrosinistra" c'è un programma dal costo definito di 11,4 miliardi, più altri quattro di spese iniziali già pronto per "essere utilizzato".
Tra le proposte non poteva mancare un'ampia parte fiscale. C'è la "precompilata dei diritti": lo stato dovrebbe segnalare ai cittadini le prestazioni spettanti ed erogarle senza domanda. Ma anche l'Isee creato automaticamente ogni anno, e che l'Inps anticipi gli assegni di mantenimento dei figli non versati per problemi economici. Poi, per il ricambio generazionale, si propone che almeno il 10 per cento dei Cda di società quotate e pubbliche sia composto da giovani under 40. E si propongono anche per fatture simboliche, a saldo zero, a studenti e pazienti con scritto il costo di istruzione e cure. Sulla sicurezza (Gabrielli commenta così il nuovo decreto: "A che numero siamo? È il settimo. Questa bulimia certifica che non c'è una strategia"), il programma prevede codici identificativi per gli agenti impegnati nell'ordine pubblico. E si escludono nuove tasse: "Le risorse ci sono, basta dire il contrario perché la pressione fiscale è ai massimi storici".
Insomma, un pacchetto completo e concreto a disposizione del campo largo, una base per un programma comune. Poi le primarie, si torna sempre lì, al centro. Vanno fatte "aperte, disciplinate e a doppio turno", dice Ruffini: "Sarebbe surreale farle in un altro modo. Quando? Il tema non è quando, ma farle bene". Maledetta noia.