Schlein getta il cuore oltre l’ostacolo e vuole il duello con Meloni

La leader del Pd lancia la sua candidatura e vuole impostare sin da ora una campagna elettorale “io contro lei”. E dalle parti di palazzo Chigi non sembrano affatto contrari a questa impostazione

20 OTT 26
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Foto ANSA

Elly Schlein ci crede. Ha tagliato la testa al toro e ha lanciato la sua candidatura alla guida della coalizione e del governo, in caso di vittoria del centrosinistra, e pianifica già le prossime mosse. Non solo quelle immediate, cioè la costruzione di un programma di coalizione e la preparazione delle primarie: la segretaria del Partito Democratico va oltre. Sta già pensando a come muoversi nel caso dovesse varcare il portone di palazzo Chigi.
La leader del Pd, che, come hanno ben capito i suoi avversari interni ed esterni al partito, è tutt’altro che un’ingenua e una sprovveduta, sta valutando le mosse con largo anticipo. Quello che verrà, se verrà, sarà un governo di coalizione, con tutte le difficoltà e le lungaggini che una formula del genere comporta, perciò la segretaria dem ha intenzione di accentrare a Palazzo Chigi le decisioni più importanti. Un po’ quello che ha fatto e sta facendo l’attuale premier Giorgia Meloni. Ma per riuscire nel suo intento, Schlein sa che a Palazzo Chigi ha bisogno di collaboratori affidabili e a lei legati a filo doppio. Per questa ragione vorrebbe con sé, in quel palazzo, il responsabile organizzativo Igor Taruffi, la capa della sua segreteria Marta Bonafoni, il portavoce Flavio Alivernini e l’inseparabile Gaspare Righi. La leader del Partito Democratico è convinta che in questo modo riuscirà a governare al meglio una coalizione che presenta diverse sensibilità e ambizioni al suo interno.
Anche se le primarie non sono previste in tempi rapidissimi, come si è capito dalle parole della stessa Elly Schlein che all’Assemblea nazionale ha preso tempo, la tendenza è quella di farle a turno unico: la segretaria del Pd contro il leader del Movimento 5 Stelle, e fine della partita.
Per evitare di incartarsi sull’Ucraina i leader del centrosinistra sono ormai propensi ad affrontare in modo molto vago il tema dell’Ucraina nel loro programma elettorale. Giusto un accenno al sostegno, una sottolineatura della necessità di una nuova offensiva diplomatica dell’Europa e la richiesta di un negoziatore unico per l’Ue. Meglio evitare di addentrarsi troppo nei particolari. In questo modo poi ogni partito potrà interpretare quel passaggio a seconda della propria linea e della propria sensibilità. La speranza, non confessata, dei leader del campo largo è che in qualche modo si arrivi a un armistizio prima che il centrosinistra metta nero su bianco il suo programma, ma se così non dovesse essere, meglio restare sul vago e sperare che, almeno a campagna elettorale aperta, la guerra sia cessata.
Elly Schlein da adesso in poi intensificherà i suoi affondi su Giorgia Meloni. La segretaria del Pd vuole impostare sin da ora una campagna elettorale “io contro lei” e dalle parti di palazzo Chigi non sembrano affatto contrari a questa impostazione. Ovviamente Giuseppe Conte non è convinto della cosa, e tanto meno soddisfatto, tant’è vero che qualche giorno fa ha lasciato chiaramente intendere che la presidente del Consiglio non lo vuole come competitor perché per lei sarebbe troppo insidioso. Già, lo schema del duello Schlein-Meloni rischia di penalizzare l’ex premier e il Movimento.