Schlein: "Pronta a essere la candidata premier. Con o senza primarie"

La segretaria intervenendo all'assise dem cerca di saldare i ranghi del partito e lancia la sua candidatura a Palazzo Chigi: "Discutiamo ma poi uniti. Un pezzo di establishment non vuole l'alleanza progressista al governo, è la storia di questo paese". Nel pomeriggio il voto sulla proroga del suo mandato alla guida del Nazareno per la campagna elettorale

18 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 12:30
Immagine di Schlein: "Pronta a essere la candidata premier. Con o senza primarie"
 “Io ci sono. Pronta, determinata, onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità” e di farlo “come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie, e di candidarci insieme a questo straordinario gruppo dirigente in maniera diffusa, plurale, per cambiare anche l’idea di leadership in questo Paese, a cui un’altra donna non ha deciso di contribuire in meglio in questi anni”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, dal palco dell’assemblea nazionale di partito, a Roma. Nel pomeriggio l'Assemblea dovrà votare la proroga del mandato della segretaria Elly Schlein, iniziato il 12 marzo 2023 e in scadenza il 12 marzo 2027. Il voto è necessario per evitare la sovrapposizione tra il congresso del partito e la campagna elettorale per le elezioni politiche.
“Siamo pronti - ha proseguito la segretaria del Pd - anche da subito a sederci con le altre forze progressiste per ultimare un programma comune. Anche questa settimana abbiamo scritto una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa. Ma bisogna essere tutti, non da soli, serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni. Bisogna allargare, non restringere”.
Schlein ne approfitta anche per parlare alla minoranza riformista del partito: "Le nostre discussioni - dice - sono fondamentali, l'importante però poi, dopo è andare fuori senza rinunciare a un profilo chiaro e comprensibile davanti ai nostri elettori. Non è che dobbiamo galleggiare per non scontentare nessuno, dobbiamo discutere anche in maniera forte, ma poi contribuire insieme a uscire da lì ognuno fiero del contributo che ha portato". La segretaria torna poi torna su un vecchio adagio: "Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un'alleanza progressista al governo del paese non è una novità è la storia di questo paese.Con le forze dell'alleanza progressista non abbiamo più alcuna intenzione di fare mai più il favore alle destre di dividerci".
La segretaria del Pd parla anche delle piazze, spesso anche molto sopra le righe, di questi giorni: "Non c'entriamo con le violenze e i delinquenti che le perpetrano che abbiamo sempre denunciato - dice - ma è inaccettabile usarle per silenziare le domande che riempiono le piazze in queste settimane che sono domande vere, diverse ma vere hanno un tratto comune chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete capaci di dare risposte a chi studia a chi lavora e a chi produce come abbiamo sentito questa mattina. Il governo sta ignorando queste voci".