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Calenda: “Con Renzi il Terzo polo è impossibile. Marattin va con la destra”. Nuovo scontro al centro
Il segretario di Azione a Rai Radio 1: “Renzi oggi sta con la sinistra, domani con Vannacci. Marattin ora va a destra ma era relatore del Superbonus nel Conte II”. Iv resta nel centrosinistra, il Libdem guarda a Meloni, Azione e Picierno a Bologna il 7 novembre

Il senatore e segretario di Azione, Carlo Calenda al forum di Confesercenti in Piazza del Popolo, a Roma, 13 ottobre 2026 (Ansa/Alessandro Di Meo)
Carlo Calenda ha provato a fare il Terzo polo, e ci tiene a farlo sapere. “Purtroppo con Renzi non si può fare”, ha detto a Ping Pong su Rai Radio 1, perché il leader di Italia viva “oggi sta con la sinistra, domani con Vannacci, fra quattro giorni con CasaPound e ti spiegherà sempre che lo fa per il bene del paese”. Il bersaglio però è doppio. Per il leader di Azione, che Iv e Luigi Marattin si dichiarino nemici del bipolarismo finché le elezioni sono lontane, per poi dividersi “uno a destra e l’altro a sinistra” quando si avvicinano, è “un po’ una presa in giro”. Su Marattin, poi, una stilettata in più: “Nel mentre che va con la destra, Marattin era il relatore del Superbonus del Conte II. Perché l’Italia è un paese fantastico”.
La risposta del segretario del Partito liberaldemocratico è arrivata in una nota, sotto forma di indovinello. Calenda “ha provato a fare il Terzo polo con la Bonino, ma non si è potuto fare”. Poi con Renzi, e anche lì niente. Poi con Marattin, ma “dice lui” non si può fare. “Facciamo un gioco a premi: qual è l’elemento comune a tutte e tre queste situazioni?”. La soluzione, sottintesa, è: Calenda stesso, cioè il problema è lui.
Lo scambio chiude una settimana in cui ciascuno degli ex terzopolisti ha scelto la propria strada. Renzi l’ha messa per iscritto nella Enews di venerdì, rivolta a chi gli rimprovera l’alleanza con il centrosinistra. Correre da soli e prendere il 5 per cento, o anche l’8 “come quattro anni fa”, non servirebbe a nulla. Meglio il 2,4 per cento che i sondaggi assegnano oggi a Iv, purché decisivo: “Chi si dichiara riformista e dice ‘mai con la sinistra’ condanna se stesso all’irrilevanza”. Agli elettori più scettici ha offerto anche una rassicurazione: “Nessuno di voi dovrà votare Conte o Bonelli: voi votate Italia viva”.
Marattin guarda dall’altra parte. Le sue proposte, dal taglio dell’Irpef agli incentivi alla fusione tra pmi, sono piaciute a Giorgia Meloni (“sono misure che secondo me vale la pena approfondire, su alcune stiamo già lavorando”), e alla Festa dell’ottimismo del Foglio a Firenze Roberto Occhiuto ha detto che lo vorrebbe in Forza Italia. Al Foglio il deputato ha spiegato che le interlocuzioni con il centrodestra non sono ancora partite, ma che la porta resta aperta, a patto che nell’alleanza non entri Roberto Vannacci: “Se son rose fioriranno”. Con il centrosinistra la strada è più stretta: “Non ci vuole un particolare analista politico per capire che certe proposte sono fuori dal centrosinistra di oggi. Anzi, mi denunciano alla procura”. L’1,4 per cento del Libdem nella Supermedia Youtrend non sposta gli equilibri, ma con la nuova legge elettorale, che dà il premio di maggioranza alla coalizione sopra il 42 per cento, contano anche le frazioni. Fratelli d’Italia lo ha già messo in conto, chiudendo l’accordo con Sud chiama Nord di Cateno De Luca.
Per il leader di Azione, il Partito Libdem "è spaccato a metà". Non a caso, poco dopo l'intervista di Marattin, il presidente del partito Andrea Marcucci è intervenuto in difesa del progetto terzopolista guidato da Pina Picierno. "Io e tante persone del Pld andremo avanti verso il terzo polo liberaldemocratico", ha scritto sui social.
Resta Calenda, l’unico a rivendicare ancora la terza via. Con Pina Picierno, uscita dal Pd a giugno, prepara l’appuntamento di sabato 7 novembre a Bologna, dove Azione e Spazio pubblico rilanceranno l’“alternativa al bipopulismo”. Marattin, rimasto fuori dal tavolo, aveva già commentato: “A quanto pare si ritengono autosufficienti. Auguri e in bocca al lupo”. Aggiungendo di voler stare “ben lontano dalle mitomanie che ogni tanto si osservano in politica”. Riferimenti a persone reali? “Non mi sognerei mai di fare riferimenti”. Il gioco a premi, insomma, era cominciato prima di oggi. Il montepremi resta da assegnare.