Politica
Il colloquio •
Fratelli di Cateno: “Correrò con Meloni per fermare Vannacci”. Parla il leader di Sud chiama Nord
"Abbiamo fatto un accordo per il 2027. Il generale? Spara supercazzole ed è un M5s aggiornato e più estremo. Oggi siamo all’1,5 per cento, ma raddoppieremo". Intervista
9 OTT 26

Foto ANSA
La premier con Scateno? “Correrò con Giorgia Meloni, abbiamo fatto un accordo per il 2027. Bisogna fermare Vannacci”. Cateno De Luca sterza a destra e si prepara a lanciare ufficialmente l’alleanza tra il suo movimento, Sud chiama Nord, e i meloniani. “Faremo una conferenza stampa prossima settimana alla Camera”, annuncia al Foglio il sindaco di Taormina. Una vita intera nella politica, fra autonomismo siculo e coup de théâtre. Nel 2007 si è spogliato all’Ars per protestare contro Totò Cuffaro per la svendita degli immobili della regione. In una mano teneva la statuetta di Pinocchio, nell’altra la Bibbia. Oggi imbastisce un asse con la premier, dal retrogusto locale. “Abbiamo registrato nel centrodestra un’apertura nel valorizzare le esperienze di territorio, quella dei sindaci e delle autonomie locali, cosa che non abbiamo riscontrato nel cosiddetto campo largo”, spiega De Luca, il cui obiettivo è di “costruire una strategia per una rappresentanza diretta di chi sul territorio quotidianamente garantisce i servizi ai cittadini e un’alta qualità della vita”.
L’operazione, dice, potrebbe mettere alle strette i vannacciani, intenzionati ad aprire un canale di dialogo col centrodestra. “Il generale pontifica e spara supercazzole per cercare consenso fine a se stesso”, attacca il sindaco. “Vogliamo costruire un percorso che sia contro questa deriva. Roberto Vannacci è un M5s aggiornato e più estremo”. All’atto pratico, Meloni aiuterà Scateno alla Camera. “Abbiamo avuto la disponibilità anche dal centrosinistra per una componente nel gruppo misto, ma abbiamo scelto comunque Fratelli d’Italia. I nomi dei deputati ce li comunicheranno a breve”. Passaggio che mitiga le difficoltà legate alla norma sulla raccolta delle firme inserita nella legge elettorale approvata ieri. “Dopo trent’anni Meloni ha rilegittimato le preferenze e ha riposizionato il sistema elettorale con un principio proporzionale”, spiega De Luca. “Già questo mi è sufficiente a sostenerla per la prossima competizione elettorale”.
Del resto, Cateno detto “Scateno” di preferenze ne ha incassate parecchie: “A spanne, oltre 600 mila preferenze in quarant’anni di politica”. Nel corso del quale ha costruito un partito di ispirazione civica e allevato l’ex Iena Ismaele La Vardera. “L’ho inventato io. Ma ora sta con Onorato e il suo civismo ‘provetta’ ”. Per De Luca il leader di Progetto civico “non ha fatto altro che prendere uomini e donne già nel centrosinistra e metterli insieme in una nuova corrente. E il M5s gli metterà a disposizione qualche senatore per fargli bypassare le firme. Ma lui non porta niente al centrosinistra, nè a livello algebrico, nè politico”. Con Onorato si è schierato anche l’ex pm Antonio Ingroia. “A Trapani si ricordano bene di lui. Di quando ha fatto il commissario della provincia e della sua capacità amministrativa”, dice con sarcasmo De Luca.
Anche lui, però, riuscirà a superare lo scoglio delle firme. “Ma noi ci siamo già in Parlamento. Nel 2022 ScN da solo ha eletto un senatore e un deputato. Noi non siamo come Onorato, che sta facendo un accordo nazionale per trovare l’escamotage per arrivare in Parlamento. Oggi siamo all’1,5 per cento, ma raddoppieremo”. A livello nazionale si dialoga, ma sulla Sicilia vuole mani libere. “Noi in regione siamo all’opposizione del centrodestra e di Renato Schifani, finchè durerà”. Da giorni a Palazzo d’Orleans tira aria di dimissioni. De Luca punta a prendere il posto del governatore azzurro. Ma in autonomia. “Se poi ci saranno gli elementi per superare ciò che non condividiamo del centrodestra in Sicilia, avremo una seconda tappa in comune”. A Roma l’interlocuzione è con la premier, per ora. “La nostra garante è Meloni. E’ con lei che abbiamo un accordo, tutto il centrodestra lo sa”, chiarisce. Del resto, con il leader della Lega Matteo Salvini il sindaco si è scatenato per davvero. Dal ponte sullo Stretto (pur da pontista lo bollò come “il ponte degli affari”) alla causa intentata nel 2024 al Carroccio per plagio di slogan elettorali. Oggi Scateno sferra un’invidiabile mitezza. “I rapporti con Lega e FI saranno articolati direttamente da FdI”. E traccia un bilancio tutto sommato positivo dell’operato del governo. “Da buon amministratore dico che Meloni si è ritrovata a pagare i buffi dei governi precedenti. Il fantasma di Conte continua a girare nella stanza dei bottoni. Ma nonostante questo, il sistema Italia ha tenuto”.
