Il vannacciano Carmelo Burgio prende le misure a Milano

Il candidato sindaco di Futuro Nazionale nel capoluogo lombardo punta su sicurezza e caro caso per provare a entrare in sintonia con i milanesi

9 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 06:37
Immagine di Il vannacciano Carmelo Burgio prende le misure a Milano
Un furgone con una decina di poliziotti in divisa e altrettanti in borghese sulla strada fanno capire i rischi che comporta l’incontro del candidato sindaco vannacciano di Milano. Non succederà nulla, non si vedrà neanche l’ombra di un contestatore e non è poco se si guarda a cosa sta succedendo in Francia e Spagna. L’Hotel dei Cavalieri scelto per presentare il programma di Carmelo Burgio è un quattro stelle e si trova a pochi passi da piazza Duomo, l’ideale per ospitare uno spicchio di borghesia milanese che vuole capire chi è questo generale dei carabinieri in pensione da quattro anni che parla con accento romano e vuole diventare il successore di Sala. La risposta è buona, in poco tempo il salone si riempie, gente di mezza età ma anche giovani, non è raro notare spille tricolori sul bavero delle giacche.
All’improvviso fa il suo ingresso Sylvie Lubamba e si distingue grazie anche ad un vistoso abito rosso che contrasta il blu scuro che domina: è una seguace di Vannacci della prima ora e la referente di comitati cittadini di Futuro Nazionale. Qua e là ci sono ex leghisti e gente che proviene dalla destra, come Luciano Buonocore che è stato uno dei promotori della Maggioranza silenziosa nei primi anni Settanta: “Siamo in un’era post ideologica e post democratica - è la sua analisi – e il potere si è trasferito in soggetti tecnocratici. Vannacci? Credo che possa attrarre la destra reazionario, darà fastidio a tutti, sinistra e destra”. Con lui il chirurgo Rocco Maruotti che spiega la sua presenza con “la necessità per l’Italia di una forza di destra”. Quella che costituisce il primo partito nazionale e guida l’esecutivo ai suoi occhi governa con il freno a mano tirato: “Non può fare quello che vorrebbe fare”. Un altro esponente della società civile è il fondatore e presidente dell'associazione antiracket e antiusura "SOS Italia Libera" Paolo Bocedi, accolto con grandi applausi.  
Non mancano i politici, molti sono nelle istituzioni come Luca Ferrazzi, coordinatore lombardo e consigliere regionale (al Pirellone sono in tre e hanno costituto il gruppo). Come Luca Bernardo che siede a Palazzo Marino e ha rappresentato una delle maggiori sorprese tra gli acquisti di Futuro Nazionale: pediatra, candidato sindaco nel 2021 per il centrodestra ha aderito al nuovo movimento abbandonando Forza Italia. Un percorso più accidentato lo ha fatto Laura Ravetto, parlamentare da 20 anni prima con Forza Italia, poi con la Lega quindi con Vannacci: ieri era presente e molto applaudita. Un cammino inverso è stato quello di Massimiliano Bastoni, già leghista vicino a Borghezio poi in Forza Italia e oggi uomo forte del generale sotto le guglie, se la convention ha avuto successo in buona parte è merito suo. Ultimo arrivo, reso noto proprio a inizio incontro, riguarda Pierfrancesco Gamba, una lunga militanza nel Msi e An con cui è stato 3 volte parlamentare, sempre molto vicino a La Russa.  
Il programma della serata prevedeva la presentazione del libro “Guerra alla Camorra” e del programma elettorale, un po' troppo per un incontro iniziato con un po' di ritardo. Burgio si è soffermato sulla sicurezza lasciando capire che questo tema sarà il suo cavallo di battaglia. Esordisce con un aneddoto che illustra bene qual è il suo senso della legalità: quando lavorava a Caserta si era imbattuto in alcuni colleghi che si comportavano fuori dalla legge e dall’etica dell’arma. Gli venne consigliato di trovare una soluzione in grado di evitare uno scandalo ma lui preferì indagare fino a farli cacciare, nonostante il dolore che gli costava questa operazione di pulizia. Se non c’è stata nessuna debolezza con i commilitoni tanto meno ne avrebbe con chi sta rendendo Milano impermeabile alle leggi, per lui c’è già stata un’esperienza alla Dia durante Expo dove ha avuto a che fare con imprese dai contorni pochi chiari. Ma la vera questione è la sicurezza del singolo cittadino che è quella percepita non certo quella delle statistiche che affermano il calo dei reati, per assicurarla Ia e droni sono un supporto fondamentale. Anche sull’immigrazione la chiave è il rigore: benvenuti coloro che vogliono lavorare e integrarsi, fuori chi delinque. 
A fine serata si concede anche su altri temi, tipo il caro casa che a Milano è ultrasentito: “Voglio occuparmi delle periferie, non del centro, stimolando l’edilizia sociale e fermando quella degli appartamenti a 10 mila euro al mq. Nel breve periodo penso ad una soluzione con il trasferimento nei centri vicini alla città, com’è avvenuto con Anzio dove sono arrivati tanti romani. Certo bisogna potenziare i trasporti ma si può fare”. Un accenno anche alla sua collocazione politiche, Burgio non ci sta a passare per estremista: “Sono di destra ma non fascista e tantomeno Bava Beccaris, come ha scritto il Foglio. Vannacci farà l’accordo con Meloni? Non lo so ma se questo fa bene alla destra lo accetterò”.