Malan (FdI): "Forse il voto a maggio con le comunali". Ma poi si smentisce: "Voto a fine legislatura". Oggi la fiducia sulla legge elettorale

Il capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia, apre alla possibilità che si vada a elezioni anticipate, proprio il giorno dopo nel quale Meloni aveva detto che "andrà fino in fondo". E infatti dopo aggiusta il tiro: "La legislatura va fino in fondo". Oggi il governo ha posto la fiducia al ddl elettorale. Gli indizi di un voto che forse sarà anticipato

5 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 16:13
Immagine di Malan (FdI): "Forse il voto a maggio con le comunali". Ma poi si smentisce: "Voto a fine legislatura". Oggi la fiducia sulla legge elettorale

Lucio Malan (foto Ansa)

"Potrebbe esserci l'esigenza di andare a votare a maggio, insieme alle elezioni comunali". A dirlo non è uno speranzoso parlamentare delle opposizioni, quanto il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato Lucio Malan. A "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, l'esponente della maggioranza ha aperto a possibili elezioni anticipate. In un dibattito che nel corso degli ultimi mesi si è via via sempre più riempito di soffiate, retroscena e smentite, ora un rappresentante del partito di Giorgia Meloni pensa si rivelerà necessario terminare prima il mandato sciogliendo anticipatamente le Camere. E lo dice il giorno dopo che la stessa premier Meloni ha ribadito che "arriverà fino in fondo" al mandato, e il giorno prima dell'inizio delle votazioni alla Camera per la nuova legge elettorale. E infatti poco dopo arriva la sua "auto-smentita". Ai microfoni del Tg3 dice: "Per quanto ci riguarda la legislatura va fino in fondo e cioe' fino all'autunno del 2027, ferme restando le prerogative del capo dello stato". Qualcuno forse ha ricevuto una telefonata da Palazzo Chigi.
Certo, lo scenario inizialmente immaginato da Malan è tutto basato su esigenze di tempo: "La scadenza è cinque anni, abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre", ha detto. "Il difetto – spiega – per il voto a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale, e poi c'è da fare la legge di Bilancio che è molto delicata come cosa". Quindi: voto anticipato. Le dichiarazioni del senatore di FdI sembravano sposare l'idea che la premier voglia andare prima alle urne. E anche se proprio ieri la premier negava questo scenario ora ribadito dallo stesso senatore, gli indizi per un finale di legislatura anticipato non mancano: dal taglio del bollo all'accelerazione sulla legge elettorale, dal tetto per gli studenti stranieri nelle scuole alla flessibilità in più per questa legge di bilancio, con una riduzione rispetto a quella prevista della parte di spesa dedicata alla difesa.
Domani la Camera si occuperà di votare i primi articoli della legge elettorale sulla quale questa mattina il governo ha posto la fiducia. L'obiettivo sembra quello di evitare che si ripeti, attraverso lo spauracchio del voto segreto, la scena che si è vista lo scorso 14 luglio, quando l'emendamento di maggioranza sulle preferenze è stato affossato dai franchi tiratori in Aula e il centrodestra andò sotto per un voto. La probabilità che questo accada tra mercoledì e giovedì è molto bassa, per via della fiducia imposta ma anche perché Meloni, nelle scorse settimane, ha dichiarato che se la legge elettorale non passerà il governo andrà a casa. Occhi aperti, la data da cerchiare in rosso è giovedì 8 ottobre.