Schlein in Direzione Pd risponde agli alleati: "Guida chi ha un voto in più: non è egemonia ma democrazia. Uno non vale uno"

La segretaria risponde "alle ricostruzioni fantasiosi" degli ultimi giorni: "Noi siamo pronti già da domani. Il programma si scrive con tutta l'alleanza". E risponde a Conte e agli alleati: "Noi siamo il primo partito perché ce lo siamo guadagnati. Generosi sì, ingenui no". Ma glissa sull'Ucraina. Discorso di oltre un'ora, ora la discussione a porte chiuse

2 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 10:58

Elly Schlein - foto Ansa

"Questa direzione arriva in un passaggio decisivo per il Pd, per il centrosinistra e per il paese". Lo ha detto Elly Schlein, segretaria dem, aprendo il suo discorso alla Direzione del partito di oggi, convocata al Nazareno. Discorso di oltre un'ora, al quale seguirà una discussione a porte chiuse. I prossimi mesi saranno un turning point per il campo largo e, ha detto la sempre la segretaria, "serve affrontarli con senso di responsabilità e con quell'unità che abbiamo costruito insieme e che è la nostra più grande forza". Per questo motivo, nel corso del discorso, Elly ha risposto a "diverse ricostruzioni fantasiose" uscite negli ultimi giorni: "Noi siamo pronti. Possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli". La risposta è a Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che da diverse ore stanno "mettendo fretta" al Pd per partire con la costruzione del programma.
"Mi spiego meglio", ha detto Schlein: "Il programma va affinato insieme a tutta l'alleanza progressista che già governa insieme nei territori. Questo è ciò che io ho proposto agli alleati a novembre dell'anno scorso, 2025, dopo le regionali. Legittimamente c'è chi ha annunciato un proprio percorso che si è concluso solo a settembre di quest'anno", il riferimento è a Nova, l'evento costitutivo del Movimento 5 stelle. "Noi ci siamo anche domani, ma per noi il coinvolgimento e la partecipazione popolare sono irrinunciabili".
Schlein poi continua, mettendo un punto: "Il programma si scrive con l'alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi ma anche che uno non è che vale uno", ha detto, alzando il tono di voce e citando il più antico slogan del Movimento 5 stelle della prima ora. E rivendica la leadership del campo largo: "A noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perchè ce lo siamo guadagnati con fatica, sudore e impegno a convincere le persone una per una e che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze politiche alle europee, alle regionali e alle comunali". Ed poi: "Noi siamo generosi ma non ingenui". Quindi: "Che guidi il partito che prende un voto in più non è egemonia è democrazia. Se c'è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo insieme, avendo poi cura di rappresentare tutti. Non abbiamo paura del voto e della democrazia. Sia l'accordo a chi prende un voto in più sia le primarie passano da una legittimazione popolare".
Nel corso del discorso la segretaria tocca anche il tema più divisivo per il campo largo: la politica estera. Qui spiega: "C'è molto dibattito, ma anche qui ribadisco che è molto più quello che ci ha visti uniti con le altre forze di opposizione che quello che ancora ci divide, che affronteremo, che discuteremo e su cui sono fiduciosa troveremo una sintesi alta". Lo stesso discorso vale per l'Ucraina: "Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino dall'aggressione criminale della Russia e sappiamo che l'Ue debba rendere più chiaro il proprio impegno ed esercitare una iniziativa che finora è mancata. Per costruire la pace non possiamo aspettare che cada l'ultimo fucile. L'unione deve nominare un negoziatore europeo. Sono fiduciosa che troveremo un punto di sintesi all'altezza".
La segretaria chiude il suo discorso con una nota d'orglio: "Mi tolgo qualche sassolino dalle scarpe". E spiega: "Avevano scommesso che saremmo crollati, e siamo qui. Avevano scommesso che non sarei durata sei mesi, invece per la prima volta una segretaria nazionale arriva alla fine del suo mandato. Ci vedremo in Assemblea nazionale il 18 ottobre, penso sia una buona notizia!", dice in merito alla proroga. E continua: "Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un governo progressista, non è una novità è la storia di questo paese. Che ci sia chi non può tollerare proprio l'idea di una persona di sinistra Palazzo Chigi. Non è una sorpresa, la sorpresa saremo noi stavolta".