Conte si smarca da Bettini sull'Ucraina e dice che le primarie le vuole il Pd: "Hanno detto no a un terzo nome"

Il presidente del Movimento 5 stelle bacchetta gli alleati: "Non c'è stata disponibilità a valutare una figura terza quindi abbiamo di fronte le primarie. Divisive? Dipende da noi". Baldino propone Bersani federatore. E intanto l'ex premier dice "no" anche alla proposta di Bettini di inviare armi a Kyiv solo a scopo difensivo

1 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 11:43
Immagine di Conte si smarca da Bettini sull'Ucraina e dice che le primarie le vuole il Pd: "Hanno detto no a un terzo nome"

Giuseppe Conte - foto LaPresse

"Ho dichiarato fin dall'inizio la mia disponibilità a concordare anche un nome terzo, rispetto ai leader", ma "non c'è stata disponibilità a valutare questa strada. E quindi abbiamo di fronte le primarie". Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, alla presentazione del libro di David Tozzo "La Principessa. Potere della politica, possibilità dell'impossibile". In pratica, secondo l'ex premier, è colpa degli alleati se le primarie sono una strada inevitabile: "Di fronte alla mia comunità voglio rappresentare il tentativo di aver percorso tutte le strade per tentare una massima concordia", dice oggi. Perché fosse stato per lui, invece, un federatore si sarebbe potuto trovare.
E dunque Conte traccia anche un identikit: non un "nome qualsiasi", ma un nome che "deve garantire un cambio di politica". Non si può "trovare una figura morbida, ma qualcuno che sappia interpretare questo momento" storico. Qualcuno di "competitivo", aggiunge. Dalle parti del Pd non si nasconde lo stupore. "Ha proposto terzo nome? Ma come, ma se ha proposto lui le primarie dopo il referendum?", dice intercettato dal Foglio Antonio Misiani, senatore del Pd e responsabile Economia.
Già ieri la deputata Vittoria Baldino aveva spianato la strada all'ipotesi "terzo uomo", proponendo Pier Luigi Bersani come  federatore del campo largo. E oggi Conte precisa: "Io non mi affido all'ambizione personale". Ma salvo ripensamenti il dado è tratto e lui stesso avverte: "Le primarie incombono". 
Ecco, dunque, che si va avanti con l'eterno dibattito sulle primarie. Un dibattito che molti hanno già considerato nocivo per la coalizione, ancor prima che la corsa sia iniziata. "Divisive? Questo dipenderà da noi", ha detto sempre Conte nel corso dell'evento al Senato. Domani Elly Schlein terrà la direzione del Partito democratico (l'assemblea il 18 ottobre) e con ogni probabilità si scoprirà se la "ditta" alla fine si esporrà con solo una candidata, Elly, o se l'area riformista candiderà Giorgio Gori. "Spetta a noi creare un clima di concordia", ha ammonito l'ex premier.

Il "no" alla proposta di Bettini sulle armi a Kyiv solo a scopo difensivo

Nel corso della presentazione del volume, il presidente del Movimento ha poi ha parlato di nuovo di Ucraina, ribadendo la posizione del suo partito. Che però, questa volta, si è condita di un nuovo elemento. Il "no" si esprime anche per la proposta di Goffredo Bettini, da tempo vicino a Conte e per il quale lui nutre una grandissima stima (tanto da chiedere a Schlein un "atto di generosità" e lasciare a lui la leadership del campo largo). Con una lettera al Corriere, Bettini aveva proposto di continuare a fornire armi a Kyiv anche solo a scopo difensivo. Su questa ipotesi l'ex premier spiega: "Non puoi essere interprete di una svolta continuando a inviare armi come sempre". La posizione è quella condivisa anche dall'altra costola del campo largo, Alleanza verdi e sinistra.
L'ex premier poi continua: "Bettini ha sempre il merito di impostare ragionamenti di ampio respiro, che tengono conto delle ragioni storiche e non banalizza mai anche il conflitto russo-ucraino. La pattuglia dei volenterosi vuole continuare a portare armi e casomai un po' vigliaccamente proseguire in una guerra per procura. Riteniamo ci debba essere una svolta". E spiega che, secondo lui, "anche i cittadini chiedono che ci sia una svolta negoziale nel conflitto". Su questo tema è intervenuto Filippo Sensi, del Pd, sui canali social: "Leggo che i nostri dotti, medici e sapienti si stanno lambiccando per trovare la formula più ipocrita possibile per convincere gli alleati più vicini a Vannacci sull'Ucraina. Chiamatele Eugenio, le daremo".