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Chi ha paura del no all’antisemitismo?
Approvato il disegno di legge in commissione Affari costituzionali della Camera. Il pilatesco Pd, la sinistra e Vannacci votano a braccetto

Foto Ansa
Il disegno di legge sull’antisemitismo è stato approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera a larga maggioranza. Oltre ai partiti della coalizione di governo hanno votato a favore i centristi di Italia Viva e di Azione, contro i cinque stelle, l’estrema sinistra di Avs e l’estrema destra di Futuro nazionale; mentre il Pd e +Europa non hanno partecipato al voto, con una scelta più pilatesca che salomonica. Gli argomenti degli oppositori del ddl sono basati su una palese menzogna: si sostiene che la legge impedirebbe di criticare la politica di Israele, mentre nel testo è chiarissimo che si sanziona solo la negazione del diritto di esistenza dello Stato di Israele, che è tutt’altra cosa.
Fa comunque impressione che sia una maggioranza, accusata un giorno si e l’altro anche dall’opposizione di essere “fascista”, a sostenere una posizione netta contro l’antisemitismo e che invece la sinistra si rifugi in una posizione ambigua che nel migliore dei casi si può leggere come indifferenza rispetto al problema rappresentato dai tanti episodi di violenza, discriminazione e intimidazione contro gli ebrei. Un paese che ha vissuto la vergogna delle leggi antiebraiche dovrebbe ora unirsi nel condannare questi atteggiamenti, come aveva chiesto con un appello di alto valore morale Liliana Segre. Di particolare interesse sarà seguire il dibattito interno al Pd su questo tema: Elly Schlein, ossessionata dalla esigenza di mantenere l’accordo con il M5s sembrava disposta a seguirli nell’opposizione alla legge, ma su questo tema si sono sentite voci critiche che probabilmente si sarebbero espresse anche in un voto non disciplinato: il che probabilmente ha portato alla decisione di non partecipare al voto, in modo che queste differenze non avessero modo di esprimersi. L’altro dato rilevante è la scelta di Futuro nazionale, che non solo ha votato con l’estrema sinistra, ma lascia trapelare tendenze “nostalgiche” che rendono sempre meno accettabile un inserimento in una maggioranza di destra democratica.