Politica
il dibattito •
La "memoria breve" di Conte, Schlein e Fratoianni sul ddl antisemitismo
Pd, M5s e Avs rifiutano la definizione dell'Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, ma in passato hanno partecipato attivamente per promuoverla in diverse sedi. Dalla risoluzione del Parlamento europeo alla mozione Carfagna, fino al documento adottato dal governo giallorosso

Foto ANSA
Non accenna a placarsi il dibattito interno alla sinistra sul disegno di legge 1004 sull’antisemitismo, approvato lo scorso marzo dalla Commissione Affari costituzionali del Senato e ora in discussione alla Camera. Dopo una lunga e travagliata autoanalisi, il Pd ha deciso di votare contro il ddl, considerato controverso da diversi dem. L’associazione Sinistra per Israele ha avvertito che questo produrrebbe una “ferita difficilmente sanabile” per molti dei suoi iscritti, mentre alcune associazioni e personalità pubbliche della comunità ebraica italiana hanno lanciato un appello per il no.
Mostrando una crescente opposizione al disegno di legge, la sinistra sembra tuttavia avere rimosso i passaggi precedenti. La definizione di antisemitismo contenuta nel ddl è quella dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra), già abbracciata dal Parlamento europeo con la risoluzione B8-0383/2017. La mozione, sostenuta anche da piccole rappresentanze del Partito dell'alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa (Alde) e del Partito popolare europeo (Ppe), era tuttavia promossa dal gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&d), tra i cui leader c’era proprio Elly Schlein. Il testo chiede espressamente agli stati membri e alle istituzioni europee di “adottare e applicare la definizione operativa di antisemitismo utilizzata dall’Ihra”, indicando come esempi virtuosi a questo riguardo l’Austria e il Regno Unito, all’epoca ancora formalmente parte dell’Unione.
In Italia la stessa definizione arriva l’anno successivo all’interno di una mozione promossa dalla deputata forzista Mara Carfagna. L’atto (n. 1-00045) viene approvato nella seduta n.56 del 4 ottobre 2018, insieme ad altri (Fiano, Lollobrigida, Carbonaro-Belotti, Fornaro) “concernenti iniziative volte al contrasto dell’antisemitismo”. Tra i firmatari dell’ultimo atto abbinato vi è il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. La mozione, proposta sulla scia della campagna No Hate Speech Movement, il movimento contro il discorso d'odio coordinato dal Consiglio d'Europa, richiede al governo di “riconoscere e recepire la definizione operativa di antisemitismo proposta dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto e garantirne l'attuazione in tutti gli ambiti”.
Ancora. Il 17 gennaio 2020, il Consiglio dei ministri presieduto da Giuseppe Conte accoglie la seguente definizione: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto”.
Il ddl 1.004 non introduce nuovi reati relativi all’antisemitismo, ma prevede l’adozione di una strategia nazionale e di linee guida per le scuole, per la formazione del personale scolastico e delle forze dell’ordine e azioni di contrasto all’hate speech online. Buona parte dell’opposizione lo respinge, affermando che il testo limiti la libertà di criticare le politiche di Israele e preferendo la definizione più tecnica contenuta nella Jerusalem Declaration on Antisemitism (Jda). Ma lo fa evidentemente per opportunismo del momento: in passato, la stessa definizione non faceva ravvisare nessun rischio a nessuno dei leader del campo largo.