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DDL ANTISEMITISMO •
Il Pd dice no al Ddl antisemitismo, ma per i pro Pal è ancora troppo vicino a Israele
Al Festival pro Pal il deputato Arturo Scotto difende la linea del partito, ma viene incalzato sui dem “filosionisti”, definiti una “sciagura” per il consenso elettorale. Neppure il voto contrario basta a placare le contestazioni. Intanto Sinistra per Israele dice: "Un no del Pd al Ddl sarebbe una frattura insanabile"

(Foto Ansa)
Finita l’assemblea alla Camera, Arturo Scotto si è spostato subito a San Lorenzo per presentare il suo libro “Flotilla. In viaggio per Gaza” al Falastin festival, organizzato dall’Associazione amici della Mezzaluna rossa palestinese. Dopo quattro ore di discussione, il gruppo Pd aveva deciso per il voto contrario al Ddl antisemitismo che contiene la definizione di antisemitismo dell'Ihra (l'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto), considerata controversa da diversi dem. Una linea che Scotto ha difeso fin dall’inizio. A San Lorenzo, però, nulla è bastato a risparmiargli le contestazioni di chi considera il Pd ancora troppo amico di Israele.
“Nel Pd ci sono tanti membri che sono filosionisti, voi vi rendete conto che sono una sciagura per la popolarità e per il bacino elettorale del Partito democratico?”, gli ha chiesto la conduttrice. Scotto ha provato a riportare il confronto sui fatti. “Bisogna stare sulle cose”, ha risposto, mettendo in fila le posizioni del Pd su Israele e Palestina. Ha ricordato il sostegno al riconoscimento dello Stato palestinese, la richiesta di sospendere l’accordo Ue-Israele, lo stop al commercio con le colonie e l’embargo sulle armi. “Questa è la posizione ufficiale del Pd”, ha insistito, invitando a “guardare qual è l’avversario”, riferendosi alla destra.
Neanche questo è bastato. “L’astensione sul voto al ddl antisemitismo è una cosa imperdonabile”, gli ha contestato la conduttrice. Scotto ha potuto rispondere con la decisione presa poco prima a Montecitorio: “Voteremo contro il ddl, lo abbiamo deciso stasera”. La conduttrice, però, ha accolto la rassicurazione con una certa diffidenza: “Lo spero vivamente per voi”.
Da quel palco, nei giorni scorsi, erano già passati diversi esponenti del campo largo: Laura Boldrini e Annalisa Corrado per il Pd, Stefania Ascari e Dario Tamburrano per il M5S, Ilaria Salis per Avs. La prima giornata è stata dedicata a Marwan Barghouti, poi conferenze su Gaza, qualche dj set, tanti ospiti palestinesi e tanti cori contro Israele.
Non proprio il contesto ideale di quell'altra parte di sinistra che invece il Ddl antisemitismo l’avrebbe votato e che oggi contesta la decisione del Pd maturata alla Camera, definendo il possibile voto contrario un “voltafaccia incomprensibile”. L’associazione Sinistra per Israele ha avvertito che produrrebbe una “ferita difficilmente sanabile” per molti dei suoi iscritti.
Dura anche la replica di Fassino, che ha insistito sulla distinzione tra la critica a Netanyahu e la lotta all’antisemitismo, mettendo in guardia il Pd dal rischio di ambiguità su un tema così delicato. Di ambiguità, anche se di segno opposto, sono però anche le accuse del pubblico pro pal a San Lorenzo. Di ambiguità, anche se di segno opposto, sono però anche le accuse del pubblico pro pal a San Lorenzo.