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Sul ddl antisemitismo Fassino contesta la linea Schlein: “Votare no è un errore. Rischiamo l'ambiguità”
“La critica a Netanyahu e la lotta all’antisemitismo sono due cose diverse”, dice il deputato riformista dopo la decisione del partito di votare no al disegno di legge. E cita Rabin: non bisogna sovrapporre i due fronti. Il punto resta sempre la definizione dell'Ihra

È la replica di Piero Fassino. Il deputato riformista che si oppone alla linea Schlein sul ddl antisemitismo. "La discussione sul ddl è inquinata da due argomenti sbagliati”, è la convinzione dell'ex segretario dei Ds ribadita ieri nel corso della riunione fiume dei deputati Pd. Quella in cui la leader dem ha ricordato, commuovendosi, la sua storia famigliare legata alla tragedia dell'Olocausto. Spiegando poi che “se la destra non cambia la legge, il Pd voterà no”. Il punto resta sempre la definizione di antisemitismo dell'Ihra: secondo i dem potrebbe ledere, sanzionare, chi critica Netanyahu.
Ma "non è vero che questa legge limiti il diritto di critica al governo di Israele. Tant'e che da tre anni le piazze italiane sono piene di manifestazioni di critica al governo israeliano. Con parole d'ordine anche estreme, senza che nessuno sia stato perseguito”, ha spiegato Fassino ai colleghi riuniti per circa quattro ore. "Ancor di meno ha senso non votare il ddl antisemitismo come forma di lotta al governo Nethanyahu. La critica più dura al governo Nethanyahu è giusta e doverosa, ma questo non può tradursi nell'abbandonare un impegno fermo e chiaro contro l'antisemitismo”.
Il rischio, secondo Fassino – e non solo, scettici sulla posizione di Schlein sono anche altri riformisti – è che su un tema così delicato il Pd finisca per sembrare ambiguo. Nel suo intervento il deputato ha poi citato Yitzhak Rabin e le sue parole: “Lottare contro il terrorismo come se il problema della pace non ci fosse, lottare per la pace come se il terrorismo non ci fosse. La stessa distinzione andrebbe applicata oggi, distinguendo nettamente la più severa contestazione alle politiche di Netanyahu dall'impegno contro l'antisemitismo. Sovrapporre i due fronti è un errore”.