La trattativa Stato-Panda: un 2027 di sfrenata illegalità

Una magistrata dell’Anm fiuta i boss mafiosi dietro lo stop al bollo da 167 euro sulle utilitarie. Si salvano solo i pedoni
18 SET 26
Immagine di La trattativa Stato-Panda: un 2027 di sfrenata illegalità

Foto ANSA

Una trattativa Stato-Panda, ecco cos’era. Il governo ha tolto il bollo di circolazione e la dottoressa Ida Teresi, magistrata antimafia, esponente di Area, e componente del Comitato direttivo centrale dell’Anm, con la precisione di un fotofit, ha visto la trama: “Le auto piccole sono tipicamente utilizzate da ricchi narcotrafficanti e ricchi mafiosi... e quasi sempre le uniche formalmente intestate”. Così scriveva ieri su Facebook alle 8 del mattino, si presume dopo aver ascoltato la radio. Altresì precisando: “Quelle grosse, chiaramente, sono intestate a prestanomi”. Tipicamente, chiaramente, il Consiglio dei ministri mercoledì ha sottoposto al paese una di quelle macchie d’inchiostro che gli psicologi, sulle tavole di Rorschach, mostrano ai pazienti: un decreto che esenta dal bollo. E ciascuno, secondo la regola del gioco, ci ha letto dentro se stesso. L’automobilista vi intravede un centinaio abbondante di euro, l’opposizione una mancia elettorale, le Regioni una voragine nei bilanci ma la dottoressa Teresi, per com’è evidente, anzi chiaramente, ha costruito il teorema dei teoremi (e non capiamo perché poi abbia precisato di essere stata fraintesa): il boss guida l’utilitaria e la intesta a sé, il prestanome si intesta il fuoristrada che però è sempre del boss, sicché fra la Panda e il Suv nessuna automobile si salva, e l’unico italiano sottratto al sospetto resta il pedone, purché cammini svelto e senza borsello.
Verrebbe da dire che quando la logica indossa la toga, conviene andare a piedi. Ma queste sono facezie. Piuttosto, ecco finalmente svelata, dietro l’affettuosa retorica delle famiglie e del caro carburanti, la natura segreta del provvedimento Meloni. Palazzo Chigi sottrae al narcotrafficante l’ultimo gesto di lealtà fiscale che gli fosse rimasto e lo consegna a un 2027 di completa e sfrenata illegalità regalandogli pure 167 euro. Resta soltanto da chiedersi se la dottoressa antimafia percorra lo stesso sentiero logico anche quando dalla rassegna stampa mattutina passa alle carte di un’inchiesta. Caso vuole che mercoledì, proprio nel giorno in cui il Consiglio dei ministri esentava le utilitarie, il plenum del Csm approvava i criteri dei test psicoattitudinali per i magistrati, e fra i requisiti dell’area cognitiva elencava il “ragionamento analitico” e il “pensiero critico-inferenziale”. L’Anm ha protestato con fermezza. Per fortuna, comunque, i test varranno soltanto per chi entra in magistratura, mentre chi vi siede già da un pezzo resta, tipicamente – chiaramente – idoneo.