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Crosetto scrive a Kallas per chiedere, entro oggi, più risorse europee su Aspides. Anticipazione
La missione italiana a Bab el-Mandeb non è solo italiana. Cosa chiede il ministro della Difesa all'alto rappresentante dell'Unione europea. Con urgenza
18 SET 26
Ultimo aggiornamento: 14:03

L’Italia è pronta a muoversi a Bab el-Mandeb anche senza aspettare l’Europa, ma prima chiede a Bruxelles un ultimo sforzo per rafforzare Aspides. E’ il senso della lettera che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato all’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e che il Foglio è in grado di anticipare. Crosetto chiede “un deciso e urgentissimo intervento dell’Unione europea oggi stesso” per ottenere dagli stati membri nuovi mezzi e nuovi contributi alla missione europea nel Mar Rosso.
La lettera arriva dopo la mossa annunciata ieri dal ministro: l’Italia, ha detto Crosetto dopo essersi confrontato con il capo di Stato maggiore, non intende più aspettare che sia Aspides a stabilire quando le navi italiane possano attraversare Bab el-Mandeb. L’obiettivo è ripristinare rapidamente il traffico dei mercantili italiani attraverso lo stretto; l’eventuale invio di ulteriori navi militari a loro protezione sarà invece valutato con il governo e con il Parlamento.
Il problema, spiega Crosetto a Kallas, è che Aspides opera con una disponibilità di mezzi ormai insufficiente rispetto alla pressione nell’area. A Bab el-Mandeb, si legge nella lettera, sono presenti al momento soltanto “una FREMM italiana e una fregata greca”. Le richieste di accompagnamento dei mercantili possono quindi essere soddisfatte solo in parte, con lunghe attese e “dannosi effetti immediati” sui commerci europei.
Da qui la richiesta di ottenere entro subito “immediati e addizionali contributi” dagli altri paesi Ue. Ma Crosetto mette anche nero su bianco il piano B: se gli altri stati continuassero a non fornire quella che definisce “la risposta attesa e dovuta”, l’Italia è pronta “a farsi carico di un ulteriore sforzo” e a inviare assetti aggiuntivi nell’area.
Con una condizione precisa: se Roma dovesse assumersi da sola maggiori oneri operativi, logistici e maggiori rischi per garantire una rotta che Crosetto definisce “vitale per TUTTA l’Europa”, il costo dovrà essere condiviso da tutti gli stati membri. Prima dunque la richiesta di rafforzare Aspides; se l’Europa non si muoverà, l’Italia è pronta a fare di più, ma chiedendo all’Europa di condividere almeno il conto.