Magi (Più Europa): “Nessun veto a Renzi, ma non usi i nostri dirigenti come pedine”

"E' lui che non parla con noi. Purtroppo Della Vedova e Hallissey si stanno prestando al suo gioco. Il nuovo congresso? C'è una diffida a convocarlo, spero non vadano avanti sarebbe triste se il destino del partito finisse in tribunale". Parla il segretario di Più Europa
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 “Da parte mia non c’e stato alcun veto verso nessuno. Siamo aperti a tutti, anche a Renzi, ma in una condizione di pari dignità”. Riccardo Magi, segretario di Più Europa si difende. La scorsa settimana l’assemblea del partito ha votato una mozione per chiedere un nuovo congresso (Magi e i suoi supporter la considerano illegittima). La linea dei due promotori – l’ex segretario Benedetto Della Vedova e il presidente Matteo Hallissey – è quella di far un accordo con Iv in vista delle prossime elezioni.
Magi però la vede in modo diverso: “Io dice – parlo con tutti i soggetti che, nonostante le differenze, intendono lavorare a un’area riformatrice e federalista europea nel centrosinistra: Onorato, Tabacci, Ruffini, Maraio e altri. Sono convinto che avere un unico soggetto elettorale sia la soluzione giusta. Parlerei anche con Renzi, ma è lui che non vuole parlare con noi. Almeno non in via ufficiale. La sensazione – attacca il segretario – è che preferisca usare alcuni dirigenti di Più Europa come fossero delle sue pedine, per predeterminare a suo favore le nostre scelte elettorali senza doversi assumere l’onere del confronto politico. Ci hanno provato anche altri nel passato. Della Vedova, con mio dispiacere, si presta benissimo a questo gioco. E, inaspettatamente, anche Hallissey, che invece finora con il suo gruppo sembrava più orientato a costruire un nuovo terzo polo”. Intanto la questione del congresso è finita a carte bollate. Giovedì, dopo il voto per lindizione di un nuovo confesso, 45 membri dell’assembela di Più Europa hanno diffidato il presidente Hallissey dal convocare il congresso. “Lui non ha ancora risposto”, dice Magi. “Spero proprio si fermino, sarebbe triste se il destino del partito finisse in tribunale”.
Magi intanto guarda al voto in Germania come a un ammonimento al centrosinistra italiano: “La destra non vince quando ci sono politiche progressiste: in Germania con AfD come in Italia con il fenomeno Vannacci la crescita avviene quando è proprio la destra a governare. Questo ci dice che se là sinistra vuole vincere non deve imitare la destra, ma fornire risposte alternative”.