Scontro Magi-Della Vedova: il destino di Più Europa finisce in tribunale

L'ex segretario e il presidente del partito Matteo Hallissey ottengono l'approvazione da parte dell'Assemblea del partito di una mozione per un nuovo congresso che annunciano per inizio dicembre (4,5 e 6). Il segretario e i suoi supporter considerano l'atto illegittimo: "E' una sfiducia al segretario senza la maggioranza dei 2/3 prevista dallo statuto per sfiduciarlo". E annunciano il ricorso. Dietro lo scontro tre differenti linee per le elezioni: chi vuole andare da solo, chi con Renzi e chi con Calenda

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 08:01
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Riccardo Magi, il segretario, vuole che Più Europa corra con il campo largo, ma lo faccia in una lista separata dalla Casa riformista di Renzi che, nel 2022, insieme a Calenda, gli rifilò un’indimenticata sòla. Anche Benedetto Della Vedova, ex segretario, è convinto che andare con Schlein e Conte sia la strada giusta. A differenza di Magi, pensa però che la soluzione migliore passi proprio da una lista unica con il leader di Italia viva. Matteo Hallissey, presidente, ha un’idea ancora diversa: è convinto che per Più Europa il posto giusto sia nel progetto terzopolista di Calenda. Lo scontro, insomma, è tutto politico. E però, si sa, quando si parla di radicali le cose si complicano. Soprattutto se nessuno ha una vera maggioranza per far passare la propria linea. E così lo scontro politico diventa questione di cavilli, statuti e, ormai, pareri pro veritate affidati a insigni costituzionalisti. Ieri l’ultimo capitolo. Della Vedova e Hallissey immaginano prospettive diverse, ma concordano su un punto: Magi va fermato. E così, dopo un braccio di ferro durato mesi, sono riusciti a far convocare l’Assemblea del partito. Non per sfiduciare il segretario, ma per presentare una mozione per indire un nuovo congresso. In assemblea hanno ormai la maggioranza. E così la mozione - dopo una riunione sfiancante anche per il duro ostruzionismo dei supporter di Magi - è stata approvata in tarda serata con 52 voti a favore e 34 contrari. Ma secondo il segretario la mozione è illegittima, in quanto un congresso straordinario (prima dei tre anni dalla scadenza) è convocabile solo con la morte o l’impedimento del segretario, o dopo l’approvazione di una sfiducia, che richiede il voto dei 2/3 che Della Vedova e Hallissey non hanno. "E' una sfiducia al segretario ma senza i voti per sfiduciarlo", dice Magi. Per questo i suoi fedelissimi hanno già pronto il ricorso per chiedere uno stop cautelare al congresso. E’ un procedimento urgente - via articolo 700 del Codice di procedura civile - e Magi conta così di ottenere una decisione che non lasci il partito congelato a pochi mesi dalle elezioni. Intanto Hallissey – al quale da statuto spetta la convocazione – e Della Vedova annunciano il congresso per i prossimi 4,5 e 6 dicembre. Sostiene Della Vedova: “Più Europa è in stallo da quando il segretario ha perso la maggioranza negli organi del partito. Così non ci si può presentare alle elezioni. Per questo la maggioranza chiede semplicemente che si tenga un congresso per scegliere la linea politica in vista del voto, così da poter ripartire con slancio. Mi sembra un’opzione preferibile a contenziosi infiniti e tribunali, no?”. Per Magi e soci no. E così probabilmente toccherà ai giudici decidere sulla legittimità o meno di questo congresso, e dunque sul destino di Più Europa. Intanto il partito – che per i sondaggi vale oltre l’1,4 per cento – resta congelato.
Ma chi ha ragione? Sia Magi, sia Della Vedova hanno in mano due pareri pro veritate, redatti da due insigni costituzionalisti. Quello del segretario lo firma Andrea Pertici, professore di diritto Costituzionale dell’università di Pisa che piace moltissimo anche a Schlein (lo immaginava giudice costituzionale) e, forse non a caso, nemico giurato di Renzi. Pertici sostiene che “è solo in presenza di una delle vicende che fanno venire meno il segretario, che un congresso straordinario può essere convocato”. Della Vedova si è invece affidato a Giovanni Guzzetta, professore di diritto Costituzionale a Tor Vergata. In un lungo parere il prof. sostiene che una lettura “sistemica” del testo dica il contrario: il congresso anticipato si può fare. Inoltre, Guzzetta ritiene che prevedere una maggioranza dei due terzi per chiedere un congresso lederebbe il principio democratico e, dunque, la Costituzione. Infine ci sarebbe la prassi. Guzzetta ricorda come già in passato almeno un congresso del partito (quello del 2023) si sia svolto diversi mesi prima della scadenza. Insomma, il congresso anticipato è legittimo. Della stessa opinione è anche il Collegio di garanzia, l’organo del partito che dovrebbe risolvere queste diatribe. Ma la sua autonomia è contestata dai fedelissimi di Magi. Dei tre membri, infatti, uno è tal Giulio Mattioli, candidato con la Lega di Salvini alle amministrative del 2019 e nello staff del gruppo della Lega nel Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. Tutti incarichi non dichiarati. L’altro nome contestato è quello di Valentina Fusco. In questo caso il presunto problema è di cuore: Fusco è prossima alle nozze con Fabio Signoretta, uno dei promotori della mozione pro Congresso.