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Giorgia Meloni a Bari per festeggiare la durata del suo governo: "La stabilità la nostra grande riforma"
La premier riunisce il partito in Puglia per celebrare i 1.413 giorni a Palazzo Chigi. Prima gli interventi dei vicepremier Salvini e Tajani in collegamento, poi il suo. La presidente del Consiglio parla anche della legge elettorale: "Eviterà ribaltoni e manovre di Palazzo come vorrebbe il Pd"
4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:16
È iniziata a Bari la festa per celebrare il giorno in cui il governo Meloni supera per durata tutti gli altri della storia repubblicana. Ad aprire la kermesse Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute pugliese. "Stiamo scrivendo un pezzo di storia della nostra Repubblica", ha detto. Dopo il saluto di Gemmato sul palco si alterneranno imprenditori, agricoltori, studenti. Gli interventi politici: il commissario europeo Raffaele Fitto, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi, i vice premier Matteo Salvini e Antonio Tajani (in collegamento). A chiudere, Giorgia Meloni.
La premier, visto il motivo del comizio, è partita proprio dalla longevità del suo governo: "La stabilità - ha detto - è stata la nostra prima grande riforma. L'Italia ha smesso di essere il caso sorvegliato in Europa. Eravamo quelli che cambiavano governo di continuo, ai tavoli internazionali gli interlocutori internazionali dicevano 'ora questo quanto dura?'. Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse. Con la stabilità - ha quindi aggiunto - si può dettare le scelte invece di subirle, puoi indicare la rotta". Meloni non ha negato di aver passato anche momenti di difficoltà negli anni a Palazzo Chigi: "Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso", ha detto. Anche perché "non è stato un periodo particolarmente fortunato", ha detto la presidente con un filo di ironia prima di citare tutti i principali fatti internazionali degli ultimi anni. Dal caos in Medioriente, alla crisi di Hormuz, dai prezzi impazziti del carburante, alla frana di Ischia, l'alluvione in Emilia Romagna, il terrorismo, le baby gang. "Non c'è mancato niente - ha chiosato - però lo dico solo per ricordare a ognuno di noi che una nazione senza una guida avrebbe pagato un prezzo altissimo, i cittadini lo avrebbero pagato, la stabilità non è stata un vezzo ma uno scudo, grazie a questa stabilità abbiamo protetto questa nazione".
La presidente del Consiglio comunque sente che il legame sentimentale con il paese ancora tiene. "Il governo più stabile non è per forza anche il più capace, il governo più stabile è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato e quel giudizio siete voi con questa presenza e questo entusiasmo. Siete voi insieme ai milioni di italiani ancora al nostro fianco. Di questo dobbiamo andare fieri, non di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno".
La premier ha anche rivendicato la battaglia sulla legge elettorale: "Proponiamo che alle prossime elezioni e alle successive gli italiani possano scegliere la coalizione, il programma e il candidato da proporre al Capo dello Stato. Significa niente ribaltoni, manovre di Palazzo come vorrebbe fare il Pd anche questa volta, e avere cinque anni per governare". Meloni ringrazia anche gli alleati: "Niente sarebbe stato possibile senza Matteo Salvini e la Lega, Antonio Tajani e FI, senza Maurizio Lupi e Noi moderati. Non è un caso che sul podio dei tre governi più longevi ci siano tre governi di centrodestra".
