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La festa dell'Unità di Schlein e i (tanti) esclusi
La segretaria invita Veltroni ma restano fuori Fassino, Onorato e Ruffini. Prodi assente. E scoppia il caso sull'acquisto del quotidiano. Zampa: "mi sembra una gran puttanata"
2 SET 26

Foto ANSA
Gli assenti hanno sempre torto, ma chi non li invita ne ha un pezzo. Romano Prodi? Non ci sarà (partito con i nipoti). Piero Fassino? Mai chiamato. Lia Quartapelle? Neppure. Alessandro Onorato? Il centro è già occupato da Matteo Renzi. Carlo Calenda? Contattato alla fine quando è facile ottenere un rifiuto. Ernesto Maria Ruffini? Dimenticato. Dimmi con chi (non) vai e ti dirò chi sei. Da quando un attore come Elio Germano, con il suo documentario “Il ritorno al tratturo” vale più di un ex segretario dei Ds? E cosa è questa storia del grande annuncio di Schlein, l’acquisto dell’Unità? Dice Sandra Zampa, la voce di Prodi (tranquilli, lei ci sarà): “L’eventuale acquisto di un giornale mi sembra una gran puttanata”.
Si apre la Festa dell’Unità di Reggio Emilia, la festa che dovrebbe lanciare la sfida a Meloni, in teoria l’ultima prima del voto, solo che il “programma è in arrivo” (così sul sito) e manca Prodi, che nel Pd è un po’ come non trovare il Creatore alla Cappella Sistina. Nel 2024 c’è stato l’abbraccio Elly Schlein-Prodi, nel 2025 arriva il Professore accolto dagli applausi. Quest’anno salta. Siete certi che il Professore avrebbe partecipato? L’invito ufficiale è arrivato ma il Professore, ci rispondono, “è appena partito con i nipoti”. E a Bologna si spiega che è un modo elegante, da padre nobile, per non dispiacere la famiglia ma piazzare la tenda (altra frase celebre di Prodi) fuori dal parco, per non raccontare come la pensa. Si dirà che le assenze non misurano la salute di un partito, ed è certamente vero, ma raccontano l’indirizzo del Pd, la capacità di tenere uniti. Uno dei tormenti della segreteria Schlein è il rapporto con Israele e sarà un caso, o forse no, ma Fassino, l’ex segretario, l’ex sindaco di Torino, ex ministro della Giustizia, che ha sempre avuto il coraggio di difendere Israele, l’Ucraina, non è mai stato invitato. Smemorati? Risponde Fassino: “Evidentemente non potevano andare tutti”. Neppure uno sgabello? E la deputata Lia Quartapelle, un’altra che nel Pd parla chiaro e forte contro i russi e la sinistra che vuole prendere il caffè con Putin? Neppure Quartapelle ha ricevuto l’invito. E perché manca Onorato, il leader che dovrebbe costruire la gamba di centro con i sindaci, lodato da Goffredo Bettini (state sereni, Bettini manca ma al suo posto ci sarà Andrea Orlando che presenterà la rivista Rinascita), ebbene, neppure un giorno per Onorato? Sembra una legittima scelta: il centro lo rappresenta Renzi a cui viene consegnata la serata di gala con Dario Franceschini (a proposito, tutti i leader del campo largo hanno mandato a una carezza “pubblica” a Franceschini, ma ne è mancata una: quella della segretaria). E ancora, si può tenere fuori da una festa Calenda, che Schlein, con merito, al Foglio, ha invitato a sinistra? Lo hanno cercato gli ultimi due giorni e gli hanno proposto di parlare di questioni locali, di Bologna. Cerchiamo un altro: Ernesto Maria Ruffini. Non risulta nel prezioso panel di Reggio Emilia, ed è una perdita, anche solo per le risate (ha un’ironia alla Wodehouse). Per Ruffini è molto semplice: “Non avranno trovato il numero di telefono. Chissà quanti omonimi ci sono”. E l’altro professore, altro padre dell’Ulivo, Arturo Parisi, un altro che come Prodi ha la patente per poter pensare senza temere di perdere il seggio? Invitato. Risponde il professore: “No! Senza sorpresa alcuna”.
L’evento imperdibile sarà il 10 settembre quando salirà sul palco, insieme a Marco Sarracino, il Careca del Pd, l’attore Germano per parlare delle aree dimenticate e del tratturo (è il docufilm di Francesco Cordio). Se servono tutte le figure del campo largo forse sarebbe stato preferibile costruire un’arca anziché una cineteca (arriva anche Veltroni che parla di Allende). Cosa serve per vincere le elezioni? Schlein è convinta che serva l’Unità, il quotidiano e anche nel partito si è convinti che il grande annuncio che ha promesso non può che essere: “Compagni, abbiamo un giornale”. Del resto è stata la segretaria a parlarne, a cercare la trattativa con l’editore Romeo. Servono due milioni di euro, ma il Pd è mai stato informato. Si è mai parlato in direzione di uno sforzo tanto grande, l’acquisto di un quotidiano e, altra domanda, serve un giornale per vincere le elezioni? La più longeva e giovane segretaria del Pd che presentò la sua segreteria con un video su Facebook ora ama la carta. Ma ha carta bianca dal Pd? Dice Sandra Zampa, che i media li conosce, e tanto, che con Prodi ha visto la sinistra cambiare, perdersi e ritrovarsi: “Io mi preoccuperei della comunicazione sui social dove si viene massacrati, mi preoccuperei di far conoscere, il lavoro, e tanto, dei parlamentari del Pd. Ho sentito e sento ogni giorno che il Pd dovrebbe comprare l’Unità, ma chi lo paga il giornale? Come viene distribuito? Quanto costa? Chi lo manterrà dopo le elezioni? Sono domande che meriterebbero una direzione, un confronto”. In attesa di fare la prima del giornale, cominciamo dal menù, la sola cosa puntuale del programma. Consigliamo il ristorante Gente di mare in questi tempi sgusciati. Il piatto forte è coda di rospo con verdure (15 euro). Se lo baciate (il rospo) avrete forse il terzo nome del campo largo.