Schlein pronta a festeggiare la sua legge sul cinema, ma il M5s di Conte la sabota

Il provvedimento doveva essere approvato dalla commissione Bilancio prima della pausa estiva, anche con i voti della maggioranza. Invece a mettersi di traverso sono gli alleati del Movimento che hanno chiesto di votare gli emendamenti fino all'ultimo respiro. Tutto rimandato

8 AGO 26
Immagine di Schlein pronta a festeggiare la sua legge sul cinema, ma il M5s di Conte la sabota

Elly Schlein - foto LaPresse

Ciak, con Conte non si giraSabota Schlein sull'Ucraina e anche sul cinema, la sua passione, il suo rifugio: "Se va male, faccio la regista". La storia, anzi, il cortometraggio: giovedì, ultimo giorno d'Aula, prima della pausa, si doveva votare la prima legge a firma Schlein, la segretaria ha perfino pronto il discorso, ma il M5s, l'Inps, fanno inceppare la cinepresa. Il testo è perfetto, unificato, mediato con Meloni, con la maggioranza: insomma, sono tutti d'accordo, ma… In Commissione Bilancio il M5s chiede di mettere al voto i suoi emendamenti fino all'ultimo respiro, e si rimanda. Conte è come Godard.
La scena. Camera. Baci, pagliette, "ci rivediamo a settembre", e poi lei, Elly Schlein, la protagonista. Avanza felice con il suo completo rosso perché è convinta che si possa votare la legge sul cinema, la sua prima legge, poter dire un giorno a Elio Germano: "Caro Elio, sono riuscita a istituire l'agenzia del Cinema". A dirla tutta, il lavoro, certosino, lo ha fatto Matteo Orfini. Un capolavoro. È riuscito a mettere insieme FdI, Forza Italia, le opposizioni. Insomma, ci siamo. E si capisce dal fatto che alla Camera c'è anche Antonio Monda, l'amico di Bob De Niro, giornalista, scrittore, che dona il suo ultimo libro (compratelo) a Gianni Cuperlo. Che accade? Cambio di inquadratura.
Corridoio, ala fumatori, svapanti. Schlein compulsa dei fogli, ha vicino il suo social media manager perché è pronta ad annunciare che sui grandi schermi sbarca la legge Elly. Servono i pareri del Mef, della Ragioniera dello stato, del cigno di stato, Daria Perrotta, altra appassionata della settima arte. E i pareri arrivano, malgrado tutto. Mancano solo quelli del ministero del Lavoro e le coperture dell'Inps. E qui la storia complica. Almeno così la raccontano nel Pd: "La nuova agenzia toglierebbe competenze alla Lega, che ha la delega al Mic". Sono piccoli ritardi e sono comprensibili, se sono di governo, cosa diversa è se a complicare si mette il M5s. Si può ancora fare, tanto che vengono allertati i cronisti, tenetevi pronti, ma serve allungare i lavori d'Aula.
La cinepresa si sposta, ancora, in commissione Bilancio e qui la sorpresa: il M5s ripresenta i suoi emendamenti e chiede di metterli al voto. Ma se c'è l'accordo perché rimettere in discussione? Non vengono messi a voti perché il Pd, con eleganza, capisce che in Aula non si può andare e che il M5s si diletta ad agitare bandiere. Schlein si rassegna e piega i fogli con il suo discorso.
Il bicchiere mezzo pieno? La legge è rimandata il 9 settembre in piena Mostra del Cinema di Venezia. In pratica, Schlein potrebbe correre in Laguna e prendersi gli applausi dei registi, del suo mondo, dire: "Ecco la mia legge per voi". Piccolo dettaglio, perché il governo dovrebbe lasciarle, proprio in quei giorni, un palcoscenico simile? Dopo Nolan, Schlein: l'Odissea di una legge avversata da Conte-Poseidone. In attesa, un consiglio: meglio fermarsi all'isola di Calipso. Si dice che a Genova ci sia un comune e una sindaca che è pronta a lenire le ferite del povero elettore (e spettatore) di sinistra… Il film, non serve dirlo, è Sapore di Salis.