Politica
le voci •
Su Kyiv e Difesa il Pd difende Schlein: "Brava Elly. M5s e Avs prendano nota"
Da Alfieri a Sensi, da Quartapelle a Gori: "Con gli alleati siamo d'accordo al 90 per cento. Sul tema del sostegno all'Ucraina e su quello degli investimenti nella difesa ci sono delle sensibilità diverse. Serve generosità". Un girotondo

Foto ANSA
“Sull'Ucraina Elly Schlein ha confermato le posizioni che il Pd porta avanti da tempo”. Lo dice al Foglio il senatore dem Alessandro Alfieri ribadendo la linea chiara e senza tentennamenti che la segretaria del Pd ha affidato a questo giornale qualche giorno fa. Gli fa eco un altro senatore, Filippo Sensi: “Elly ha riconfermato una posizione che è definitiva e che è la posizione del partito”. Anche Lia Quartapelle si aggiunge al coro: “Con quelle parole la segretaria mette dei paletti chiari sui temi da dove partiamo noi nel dialogo con gli alleati. Ed è chiaro che questi paletti sono ben piantati”, afferma la deputata. Nel corso dell’ultima settimana il supporto convinto a Kyiv e le posizioni sulla Difesa hanno provocato reazioni tanto benevole (dai riformisti del Pd ma anche da membri della maggioranza) quanto negative. Specialmente da organi di stampa con posizioni meno orientate al sostegno ucraino, uno fra tutti Marco Travaglio. E nella settimana in cui alla Camera si ritorna a parlare di missioni internazionali, i dossier di politica estera ancora aperti assumono un'importanza maggiore.
"Noi siamo stati i primi a sostenere l'Ucraina e l'abbiamo fatto sapendo che era l'unico modo per mettere il sacrosanto diritto alla legittima difesa del popolo ucraino barbaramente aggredito dai russi, anche con aiuti militari. E continuiamo a farlo", dice Alfieri. “In quell’intervista Schlein ha ribadito una posizione confermata anche coi voti. È lì che sta il nostro partito”, continua Sensi. I due senatori ribadiscono il loro “sì” al fondo Safe sulla Difesa, il programma di prestiti agevolati con cui l’Ue aiuta gli stati membri a sostenere spese militari per 150 miliardi di euro. “Sulla questione Difesa Elly è stata gentile. E su questi temi ha voluto ribadire la necessità di avere una Difesa europea. Stiamo lavorando in questa direzione”, dice Sensi.
“In tutte le risoluzioni sul Safe – continua ancora Alfieri – sia a livello europeo che in Italia, abbiamo sempre dato parere positivo. Noi sosteniamo che bisogna fare gli investimenti necessari spingendo all'economia di scala, all’interoperabilità, e questo lo fai mettendo insieme le industrie della Difesa europea, facendo lavorare insieme i governi europei, e non spendendo solo a livello nazionale”. Per il senatore, “la Difesa europea non si fa se si continuano ad aumentare i finanziamenti nazionali senza coordinarli e senza un percorso di integrazione”.
Non tutti nel campo progressista sono d’accordo. La costruzione dell’alleanza passa anche da qui e soprattutto il M5s è molto netto sull’argomento. “Questo è il nostro perimetro. Chi vuole parlare di una divisione tra riarmo e disarmo non va da nessuna parte nella coalizione”, è allora il monito di Sensi. Alfieri la prende con più filosofia: “Con gli alleati siamo d'accordo sul 90 per cento delle cose da fare sull’agenda economica e sociale. Sul tema del sostegno all’Ucraina e su quello degli investimenti nella Difesa ci sono delle sensibilità diverse, ma io non sono pessimista”. Secondo lui “si possano trovare in ambito europeo dei punti di sintesi”, e “non possiamo andare d’accordo su tutto, o saremmo lo stesso partito”.
Anche l'eurodeputato Giorgio Gori ha commentato le parole di Schlein con un avvertimento sia per il M5s sia per Avs: “È importante che spieghi la posizione dica con questa nettezza. Amici del campo largo, prendete nota”. Quartapelle aggiunge: “Io penso che noi abbiamo perso nel 2022 perché le opposizioni erano divise, e se non vogliamo rivedere lo stesso film dobbiamo trovare dei punti d’unione”. La frammentazione del 2022 per Alfieri fu “un grave errore” che oggi rischierebbe “di far vincere ancora la destra”.
Da qui un appello: "Serve responsabilità e generosità da parte di tutti gli attori". E sarà forse stata la generosità a spingere Schlein ad aprirsi a nuovi ingressi nel fronte progressista. Carlo Calenda su tutti. “Noi non abbiamo mai posto veti – dice Alfieri –. Troviamoci, misuriamoci sui progetti, sui programmi, sulla costruzione di un’alternativa”. Fiducia a parte, per Alfieri la segretaria dem, con le sue posizioni su Kyiv e difesa, lancia un messaggio preciso a M5s e Avs: “Il Pd è consapevole delle enormi sfide a livello internazionale, e se l’Europa vuole giocare un ruolo nelle crisi internazionali è chiaro che deve in qualche modo fare un salto di qualità”. Cioè? “Serve costruire una politica estera e una difesa comune europea, superando l'unanimità e puntando su investimenti condivisi per rafforzare la credibilità dell’Ue”. Fuoco amico permettendo.
