Economia
Il colloquio •
Osnato (FdI): "Caro energia? Il taglio generalizzato delle accise non può essere la soluzione. Schlein? Bene sul nucleare"
Interventi come questi "sono molto costosi, poco equi e piuttosto regressive. Si può però pensare a gestire particolari categorie", dice il presidente della commissione Finanze della Camera dopo che ieri il Cdm ha di fatto rinviato sulla questione. "Riaprire le centrali a carbone? Non credo arriveremo mai a quella situazione"

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"Noi come altri governi abbiamo provato a sostenere le emergenze con delle iniezioni di denaro, come il taglio delle accise. Ma sono molto costose, poco eque e piuttosto regressive: non permettono di differenziare tra chi fa il pieno a una Ferrari e chi lo fa a un furgoncino per andare a lavorare". A dirlo al Foglio è Marco Osnato, deputato di Fratelli d'Italia e presidente della commissione Finanze di Montecitorio a proposito del caro carburanti e del caro energia. Ieri il Brent ha chiuso oltre i cento dollari al barile sui mercati (100,65 per la precisione), con un incremento del sette per cento rispetto alla giornata precedente, mentre la benzina in Italia sta per superare la soglia psicologica dei due euro a litro. E le opposizioni chiedono al governo di intervenire, ma il taglio delle accise, sottolinea Osnato, "non può essere la soluzione se l'aiuto resta generalizzato. Si può però pensare a gestire particolari categorie, quelle più deboli in questi momenti, come è stato fatto per l'autotrasporto, il comparto agricolo, quello ittico".
Nel Consiglio dei ministri che si è tenuto ieri il governo ha di fatto rinviato la questione del taglio delle accise. Ma da quanto si apprende, il titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti starebbe considerando l'idea di inserire le accise mobili, un meccanismo che prevede come una parte del maggior gettito Iva generato dall’aumento del prezzo del petrolio possa essere utilizzato per ridurre temporaneamente le accise applicate a benzina e diesel. Il tutto si attiva però solo quando il prezzo medio del greggio supera una determinata soglia. Nelle ultime ore poi su alcuni giornali è circolata, come estrema ratio, il rischio di dover riaprire le centrali elettriche a carbone, ma Osnato lo esclude: "Non credo arriveremo mai a questa situazione, però è inutile far finta che non possa essere una possibilità. Ma è molto molto lontana".
La situazione internazionale però non aiuta di certo e sul punto Osnato è chiaro: "Bisogna lavorare non solo come Italia, ma tutti insieme affinché la crisi di Hormuz che incide su tutto il comparto cominci a rientrare sul serio, non per finta, quindi sicuramente il tema di Trump è un tema scottante, come è scottante il tema però anche dell'Iran che fa finta ancora di non essere colpevole". In mattinata poi è arrivata anche una nota di Confcommercio sull'impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato: "Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22 per cento rispetto alla media del primo semestre dell'anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro al mese". L'organizzazione chiede quindi di intervenire "per disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività".
Alla luce di tutto questo, dice il deputato di FdI, "Il nostro lavoro sulla reintroduzione nucleare diventa più urgente. E' inutile però prendersi in giro, non lo risolviamo né quest'anno, né il prossimo, ma in prospettiva il lavoro fatto dal governo è importante. Ho visto anche un'intervista della segretaria del Partito democratico proprio sul vostro giornale in cui mi sembra abbia cambiato un po' il registro sul nucleare, evidentemente siamo riusciti a portarla su posizioni più concrete". L'apertura di Elly Schlein non è certo dispiaciuta al partito della presidente del Consiglio e quando chiediamo a Osnato se ci possa essere un tentativo di lavoro comune con la premier sul tema dice che "Meloni ha sempre detto che lei è disponibile a tutti i ragionamenti su quelle che sono le questioni di interesse nazionale, come è il nucleare e quindi siamo felici di aver letto quelle parole. Aspettiamo anche i fatti poi in Parlamento".
Perché, continua Osnato, "credo che ci stiamo tutti rendendo conto che per evitare situazioni come queste bisogna programmare a medio termine una importante produzione nucleare". L'urgenza di far ricorso a questa forma di energia si pone perché "noi non possiamo permetterci le grandi estensioni di fotovoltaico che ha per esempio la Spagna perché non abbiamo gli stessi spazi e sull'eolico la nostra conformazione morfologica e il numero di ore vento non permetteno particolari rendimenti", ma, assicura, "il lavoro per aumentare ancora la produzione di rinnovabili c'è".