Il caso Milano. Le “anguriate della rivoluzione” del dem Pacini (Pd pro Calabresi assente)

L'assessore al primo Municipio meneghino sta facendo una campagna nelle periferie, angurie in braccio, per "costruire il programma in maniera partecipata". E le idee massimalista in politica estera? "La folle corsa al riarmo a danno del welfare è il più grave danno che si possa fare ai cittadini"

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Il grande cocomero non si staglia più sullo schermo dal vecchio film di Francesca Archibugi, ma corre per le periferie di Milano dove, zitto zitto, ma con gran seguito social e una serie di “anguriate” nei quartieri disagiati (tre a settimana, fino al 10 agosto), muove i suoi passi Lorenzo Pacini, assessore del Pd al primo Municipio e candidato della sinistra-sinistra dem alle primarie per il dopo Sala (per le quali altri, nello stesso Pd, vorrebbero spingere sul civico moderato Mario Calabresi). Ma lui, Pacini, angurie in braccio e piccolo esercito di giovani volontari al seguito, procede dritto verso la meta, anche in questi giorni in cui è protagonista di un caso nazionale (contro Libero e FdI) per le presunte parole dette alla Zanzara (e smentite) sul modo di combattere i fascisti.
A Milano, intanto, funziona così: Pacini taglia angurie e porge fette alla gente che “resta in città con 45 gradi” mentre gli altri vanno fuori per il weekend. Se qualcuno fa domande, lui risponde. Com’è nata l’idea? “Le anguriate sono un modo di coinvolgere concretamente le persone”, dice Pacini al Foglio: “Si dice che in questo momento a Milano ci siano troppi candidati e poche idee. Bene, noi stiamo costruendo il programma in maniera partecipata, con le idee che raccogliamo dai cittadini in ogni quartiere”.
Ma non ha paura, Pacini, che le sue idee massimaliste in politica estera spaventino l’elettorato moderato dem? “Porto avanti da sempre una battaglia per la difesa della Palestina e dei palestinesi, della pace e della giustizia, che passa attraverso l’attuazione del diritto internazionale, sistematicamente violato dal governo di Israele. E’ la linea del Pd nazionale, ed è quello che penso vogliano la maggior parte degli italiani e dei milanesi”. Nel Pd si pone anche una questione riarmo. “La difesa – o meglio la corsa folle al riarmo – a danno di spesa sociale e welfare è il più grave danno che si possa fare oggi ai cittadini”.