Il numero di assenti leghisti alla Camera indica i malumori sulla legge elettorale

La legge passa con 217 voti favorevoli, ma la burrasca nella maggioranza si vede anche dalle percentuali di partecipazione al voto per gruppo parlamentare: troppi i leghisti assenti. Non presente in aula anche la deputata di FI più vicina a Marina Berlusconi, Deborah Bergamini
16 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 16:57
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Solo otto deputati leghisti su dieci hanno preso parte votazione finale sullo Stabilicum, la percentuale più basso dopo quella del gruppo misto e di Azione. Dopo la bocciatura dei franchi tiratori e delle insidie vannacciane sulle preferenze, la maggioranza ha retto allo scrutinio segreto nel voto finale sulla riforma della legge elettorale, ma le assenze pesano più delle presenze. Il testo è stato infatti approvato alla Camera con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Quello che però si nota di più è il numero dei deputati che hanno partecipato al voto. Se da una parte i deputati meloniani che hanno votato sono stati 113 su 117, pari al 96,58 per cento del gruppo parlamentare, i leghisti, su un totale di 56 parlamentari, hanno votato solo in 46, l'82,14 per cento del totale. 
Inoltre, i quattro deputati meloniani che non hanno preso parte alla votazione erano tutti in missione, lo stesso non si può dire di quelli del Carroccio, dove in missione erano solo in quattro su dieci. Ne mancavano dunque sei: Antonio Angelucci, Virginio Caparvi, Vanessa Cattoi, Igor Lezzi, Riccardo Augusto Marchetti e Valeria Sudano. Questi numeri si inseriscono nella lunga scia di polemiche scoppiate dopo la bocciatura per un solo voto dell'emendamento sulle preferenze voluto da FdI, Noi moderati e Udc e su cui le indicazioni di Lega e FI erano di votare a favore, pur non avendolo sottoscritto. Secondo i calcoli della maggioranza, in tutto sarebbero stati una cinquantina i franchi tiratori che nel segreto del voto hanno scelto di non seguire le indicazioni di partito.
Ma oltre ad alcuni leghisti, gli indiziati dovrebbero trovarsi anche in Forza Italia, anche se questa volta i forzisti non hanno fatto mancare il loro sostegno, votando con una percentuale del 92,45 per cento, vale a dire che 49 deputati su 53, di cui due in missione. Gli unici quindi che non hanno espresso il loro voto sono stati: Deborah Bergamini e Francesco Cannizzaro, la primaè considerata la parlamentare più vicina in assoluta a Marina Berlusconi. Nel gruppo di Noi moderati hanno votato invece sette deputati su otto (87,50 per cento). L'unico che non ha votato era però in missione.
Nel gruppo misto, dove sono presenti anche gli otto esponenti di Futuro nazionale, partito di Roberto Vannacci, hanno invece votato diciotto deputati su ventidue, quindi l'81,82 per cento. A eccezione di un deputato in missione, mancano all'appello il voto di Domenico Furgiuele di Fn, di Aboubakar Soumahoro e di Manlio Messina. 
Negli altri partiti non si segnalano defezioni importanti: nel Partito democratico hanno votato tutti i sessantotto deputati del gruppo, così come i dieci di Alleanza Verdi-Sinistra e i sette di Italia Viva. Dei quarantotto parlamentari del Movimento 5 Stelle invece ci sono state due assenze oltre a chi era in missione: Raffaele Bruno e Federico Cafiero De Raho.