Gli aspetti positivi e negativi della legge elettorale

Dal tetto massimo del premio di maggioranza al doppio listino bloccato. Novità positive e perplessità da una prima lettura della proposta di legge depositata in commissione Affari costituzionali dal deputato di FdI Angelo Rossi

28 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 09:12
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Foto ANSA

Dopo una primissima lettura della nuova proposta di legge elettorale si possono già individuare alcune novità positive, alcune novità negative e alcune conferme che continuano a destare forti perplessità. Partiamo dagli aspetti positivi. Il tetto massimo del premio di maggioranza viene ridotto: alla Camera si passa da 230 a 220 seggi, al Senato da 115 a 113, anche per tener conto della presenza dei senatori a vita. La direzione è giusta, perché prova a contenere l’effetto distorsivo del premio. Tuttavia il tetto non può essere considerato davvero effettivo. Dal calcolo restano infatti esclusi non solo i seggi dell’estero ma anche quelli del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta. Con questi collegi, il vincitore può superare la soglia del 55 per cento dei seggi, limite indicato dalla Corte come punto di equilibrio da non oltrepassare. Altro elemento positivo: la soglia di voti necessaria per ottenere il premio sale dal 40 al 42 per cento. Anche questo è un passo nella direzione corretta, perché rende meno facile trasformare una maggioranza relativa in una maggioranza parlamentare molto ampia. Inoltre vengono coordinati i premi tra Camera e Senato: il meccanismo scatta solo se in entrambi i rami del Parlamento viene superato il 42 per cento e solo se il vincitore è lo stesso. E’ un punto importante, perché evita il rischio di maggioranze disomogenee tra le due Camere.
Resta una novità negativa: scompare il ballottaggio. Questo significa che, sotto il 42 per cento, si tornerebbe a una distribuzione proporzionale dei seggi. Il rischio è evidente: si consegna un potere di ricatto a componenti minoritarie, capaci di diventare decisive nella formazione della maggioranza. Il ballottaggio serviva a evitare questo esito, restituendo agli elettori la scelta finale. Infine, vi sono conferme negative. Rimane il doppio listino bloccato: uno di partito per la competizione proporzionale e uno di coalizione per il premio. E rimane l’esclusione di Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta dal computo generale, problema che riguarda il principio dell’eguaglianza del voto. Quegli elettori, infatti, non pesano sul risultato complessivo del premio. In astratto, soprattutto in Trentino-Alto Adige, la differenza dei voti potrebbe persino ribaltare il vincitore. Non è un dettaglio tecnico: è un problema costituzionale serio.