Mattarella: "Rifiuto ogni forma di sopraffazione e di deriva totalitaria". E il putiniano Solovev lo attacca

Dopo le parole rivolte alla premier Meloni, il conduttore televisivo russo attacca anche il capo dello stato: "Quando paragona il nostro paese al Terzo Reich non sa di cosa parla". Il presidente della Repubblica ricorda il 25 aprile in un incontro al Quirinale

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23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:13 PM
Immagine di Mattarella: "Rifiuto ogni forma di sopraffazione e di deriva totalitaria". E il putiniano Solovev lo attacca

Il Presidente Sergio Mattarella. Foto Ansa

"Ricordatevi le affermazioni dei vostri politici in carica: quando un vostro politico, come un ministro, dice del comandante supremo che 'è peggio di un animale', quando il vostro presidente paragona il nostro paese al Terzo Reich non capite di cosa parlate". Dopo aver attaccato nei giorni scorsi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni definendola “idiota patentata” e “vergogna dalla razza umana”, il conduttore televisivo russo vicino a Putin, Vladimir Solovev, se la prende con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello stesso giorno in cui il Capo dello stato ricorda il 25 aprile. Nel suo programma nella puntata "Appello all'Italia - finanziatori del nazismo" si è infatti rivolto, senza citarli direttamente, sia a Mattarella che all'ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Voi, italiani, forse non lo sapete, ma voglio che sappiate della vergogna dei vostri nonni e bisnonni venuti in questa terra per uccidere i cittadini sovietici. In Donbas avete imposto la regola che per un italiano ucciso ne eliminavate 80".
"Non avete trovato la forza di riconoscere i crimini di sangue dei nazisti ucraini", ha proseguito Solovev che ha poi attaccato i leader europei: "Mi rivolgo a voi italiani, non al popolo che non poteva sapere, ma ai leader. Non potevate non sapere. Voi leader di Francia, Germania ... avete allevato il nazismo ucraino, ancora una volta contro il popolo sovietico: perché veniamo tutti dall'Urss". Poi ha fortemente criticato l'Unione europea per il prestito a Kyiv: "Ieri hanno stanziato altri 90 miliardi. Vi applaudono i discendenti dei nazisti... Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Mertz, Pistorius, Meloni, Macron, che non sono discendenti di De Gaulle, ma di Petain".
L'attacco di Solovev arriva nel giorno in cui Mattarella ha incontrato al Quirinale gli esponenti delle Associazioni combattentistiche e d'Arma in vista del 25 aprile, quando ricorrerà l'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo: "La lotta di Liberazione è stata una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia", ha detto il presidente. "Quei valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica: costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale. Una condizione ottenuta a caro prezzo, che ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla". Il presidente della Repubblica ha ricordato che "il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria – quale che ne sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri – insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore. È da questo slancio delle coscienze, spesso maturato attraverso scelte personali difficili e dolorose, che nacque quella straordinaria stagione di impegno civile che rese la guerra di Liberazione decisiva per il destino dell’Italia".
Il capo dello stato ha poi allargato lo sguardo sulla situazione mondiale: "Nel contesto internazionale attuale, segnato da conflitti, tensioni e profonda instabilità, questo richiamo assume un significato ancora più intenso. In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne, bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino. Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso". E ha annunciato: "Il 25 aprile mi recherò a San Severino Marche, Città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e di sacrifici. Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica Italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali".