Il fiume in piena del trumpismo, dopo aver travolto Papa Leone XIV, ieri è arrivato a travolgere anche Giorgia Meloni, rea secondo Donald Trump di aver espresso solidarietà al Pontefice dopo l’attacco di due giorni fa del presidente americano allo stesso Papa, sul dossier iraniano. E quando un fiume è fuori controllo, si sa, tende inevitabilmente a travolgere tutto ciò che trova di fronte a sé, compresi naturalmente gli sventurati alleati, come è stato in Ungheria per Viktor Orbán.
Donald Trump, lo sapete, ieri, uscendo ancora una volta dagli argini, ha rimproverato in modo brusco Meloni, definendo “inaccettabili” le critiche che la premier italiana gli ha rivolto sul Papa e sull’Iran. Il litigio tra Meloni e Trump – una sberla che arriva dopo la sberla dell’Ungheria, sberla che arriva dopo quella del referendum –
è solo la punta di un iceberg più grande, al centro del quale vi è un tentativo nemmeno troppo sotterraneo portato avanti dalla premier negli ultimi mesi per disallinearsi dal presidente americano. Prima, ricorderete, è successo con la
Groenlandia. Poi, ricorderete, è successo con i
dazi minacciati da Trump per i paesi europei desiderosi di aiutare militarmente la Groenlandia. Quindi i dissidi tra Meloni e Trump sono proseguiti quando il presidente americano ha infangato la memoria dei soldati italiani caduti in
Afghanistan. In seguito la distanza fra Meloni e Trump è emersa con più chiarezza quando il governo italiano ha rifiutato di entrare a far parte del
Board of Gaza (e la distanza tra Meloni e Israele, al di là del merito, è diventata un altro terreno su cui si gioca l’asimmetria tra Meloni e Trump). E negli ultimi tempi, infine, la distanza si è resa ancora più manifesta. Sia quando
Meloni ha schiaffeggiato Trump sull’Iran, definendo l’attacco americano contrario al diritto internazionale. Sia quando il governo ha trasformato
il no a un atterraggio a Sigonella di un bombardiere americano impegnato nella guerra in Iran in un punto d’orgoglio politico utile a segnalare una lontananza tra la premier italiana e il presidente americano.
L’antitrumpismo di Meloni non è una novità delle ultime ore, lo scazzo di ieri con Trump è il tassello più evidente di un mosaico in lenta composizione.