Enrico Costa sarà il nuovo capogruppo alla Camera di Forza Italia

Il deputato forzista prenderà il posto di Paolo Barelli, dimessosi ieri dall'incarico (e già verso la nomina a viceministro dei Rapporti col Parlamento). L'intesa è chiusa: stasera la nomina durante la riunione del gruppo. Una carriera politica fra le battaglie garantiste, dal partito di Berlusconi ad Azione
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14 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:44 PM
Immagine di Enrico Costa sarà il nuovo capogruppo alla Camera di Forza Italia

Foto ANSA

A guidare i parlamentari di Forza Italia a Montecitorio sarà Enrico Costa. Prenderà il posto di Paolo Barelli, che ieri ha lasciato il suo incarico – con qualche polemica – per favorire il piano di rinnovamento di Marina e Pier Silvio Berlusconi, come ha già fatto Maurizio Gasparri al Senato, sostituito da Stefania Craxi.  "Ho convocato l'assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera – ha detto ieri Barelli, sottolineando che in quella sede avrebbe proposto un nome per la successione a questo incarico. L'accordo chiuso indica come nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera Costa, che sarà eletto dai deputati con la riunione in programma questa sera alle 20 nella Sala Colletti di Montecitorio. Per Barelli, però, è già prevista una compensazione: nel consiglio dei ministri di domani è prevista infatti la sua nomina a viceministro dei Rapporti col Parlamento, affiancandosi dunque a Matilde siracusano, sottosegretaria di FI che resterà al suo posto. 
Pur considerato una figura di compromesso, all'interno del partito non sono mancati i dubbi su di lui, visto che alle ultime politiche non è nemmeno stato eletto nelle file di FI, ma tra quelle di Azione. “E non è affatto detto che questo non gli venga fatto pesare”, ha spiegato al Foglio un maggiorente forzista. Oltre alla parentesi calendiana, il curriculum di Enrico Costa è piuttosto ricco: avvocato e figlio d’arte (di Raffaele Costa, liberale ed ex ministro) in passato è stato ministro per gli Affari Regionali nei governi Renzi e Gentiloni, ma anche viceministro della Giustizia con Andrea Orlando, oltre che parlamentare per Forza Italia e Pdl. Alle ultime politiche è ritornato a Montecitorio con Azione, che nel settembre 2024 ha deciso di lasciare per fare ritorno fra gli azzurri: "Provengo da una tradizione liberale e intendo impegnarmi al fianco di chi condivide gli stessi valori e principi", ha scritto in una nota nel momento del cambio di partito.

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Nonostante i vari traslochi di partito, le battaglie garantiste sono da sempre il filo conduttore dell'azione politica di Costa. Porta il suo nome l'emendamento – ribattezzato “bavaglio” – che vieta la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, cioè i provvedimenti attraverso i quali i magistrati dispongono l’arresto in carcere, i domiciliari o altre misure di limitazione della libertà degli indagati. Suo anche l’emendamento alla nuova riforma della giustizia contabile secondo che, in caso di ingiusta detenzione ai danni di un cittadino, incarica la Corte dei conti a verificare l'ipotesi di responsabilità contabile a carico del magistrato.  Da deputato di Azione si è fatto promotore dell’emendamento sul diritto all’oblio su imputati e indagati, che impone ai motori di ricerca di dissociare i nomi degli assolti dalle notizie circolanti in rete sulle inchieste da cui sono risultati innocenti. Mentre anni prima, Costa è stato relatore del “lodo Alfano": la legge, poi bocciata dalla Consulta, che prevedeva la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello stato. 
Arrivando agli ultimi mesi, la figura di Costa è stata fra le più attive della campagna referendaria per il Sì alla riforma della magistratura. Oggi – dopo la sconfitta alle urne di marzo – si prepara a prendere le redini del gruppo dei deputati forzisti, in un ennesimo cambio di ruoli interno profondamente influenzato dai figli di Silvio Berlusconi.