Il vero problema del governo Meloni sono i numeri

Occupazione in calo, crescita dimezzata, rischio recessione: mentre la politica litiga di alleanze e leadership, i numeri dell'economia presentano alla presidente del Consiglio un conto difficile da pagare

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6 APR 26
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La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite di ’Speciale Tg La7’ condotto da Enrico MentanaRoma, 20 marzo 2026ANSA/FABIO CIMAGLIA

I problemi politici, lo sappiamo, si vedono a occhio nudo, fanno rumore, occupano le prime pagine. Quelli economici, a volte, no. Ma sono quelli che, alla fine, presentano il conto. E oggi il vero nodo per Giorgia Meloni non è la tenuta della maggioranza: sono proprio i numeri. Il primo segnale arriva dall’Istat. A febbraio 2026 gli occupati calano dello 0,1 per cento, 29 mila unità in meno, mentre aumentano i disoccupati (+2,7 per cento, 36 mila in più). Il tasso di occupazione scende al 62,4 per cento. Non è un crollo, ma è un’inversione. E soprattutto racconta una cosa semplice: il mercato del lavoro ha smesso di migliorare. Il secondo dato lo mette in fila Fabio Panetta, governatore di Bankitalia. La crescita del 2025 era stata sostenuta da investimenti e consumi, ma il quadro è cambiato bruscamente: tensioni geopolitiche, mercati più instabili, condizioni finanziarie più rigide. Risultato: inflazione più persistente, crescita più debole, rischio di choc energetici e creditizi. Tradotto: il contesto che aveva aiutato l’Italia si sta deteriorando. Il terzo numero arriva da Confindustria, ed è il più politico di tutti: nel 2026 la crescita prevista è dello 0,5 per cento. Ma è uno scenario fragile. In caso di peggioramento del conflitto, si può finire in stagnazione o addirittura in recessione (-0,7 per cento). E il punto non è la previsione, ma la vulnerabilità: l’Italia resta esposta agli shock esterni, energetici e commerciali. Mettendo insieme questi tre dati, il quadro è chiaro. Il lavoro rallenta, il contesto peggiora, la crescita è appesa a fattori fuori controllo. La politica può discutere di alleanze, riforme, leadership. Ma se questi numeri si consolidano, il problema del governo non sarà più di equilibri di partito. Sarà economico. E quindi più difficile da gestire di un’instabilità politica.
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