Il boom dell’occupazione è finito?

In un anno solo 13 mila occupati in più ma la disoccupazione resta ai minimi. Numeri da un paese che invecchia sempre più velocemente

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2 APR 26
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Foto di Andrew Neel su Unsplash

La fotografia Istat di febbraio conferma che l’Italia sfiora la piena occupazione: 24 milioni 149 mila occupati, disoccupazione al 5,3 per cento. La riduzione di 29 mila unità rispetto a gennaio non allarma perché le oscillazioni mensili sono fisiologiche. Eppure il dato tendenziale dovrebbe: in un anno l’Italia ha registrato un aumento sul totale di 13 mila posti di lavoro. A febbraio 2025 la crescita era di 354 mila, l'anno prima di 362 mila. Il boom occupazionale post Covid è finito, e il modo in cui è finito racconta più di quanto la politica voglia sentirsi dire. Quei 13 mila posti di lavoro nascondono un mercato spaccato in due: gli occupati under 50 scendono, quelli over 50 crescono. Su base annua l'occupazione aumenta proprio solo tra le donne e gli over 50; segno che una parte rilevante del saldo si concentra lì. E nel frattempo i dipendenti a termine scendono di 226 mila in un anno, i permanenti crescono di appena 52 mila e gli autonomi salgono di 187 mila. Insomma, il lavoro stabile tiene, quello precario crolla, e gli indipendenti “compensano”.
La disoccupazione al 5,3 per cento può sembrare un successo ma in realtà riflette un paese che invecchia più velocemente di quanto pensi. Gli indicatori diffusi ieri dall’Istat dicono che la popolazione in età lavorativa è scesa di 73 mila unità mentre gli over 65 sono aumentati di 240 mila. Il tasso di occupazione può restare alto semplicemente perché il denominatore si restringe. Meno persone in età da lavoro, meno disoccupati che cercano (223 mila in meno su anno), più inattivi (259 mila in più). L’occupazione praticamente a pieno regime durante quella che sembra prefigurarsi come un’altra crisi energetica (Hormuz), con i salari reali che non hanno ancora recuperato l’inflazione del 2022–2024, in un'economia che cresce dello 0,4 per cento con la produzione industriale in calo da due mesi e la produttività per ora lavorata ferma anni, non è un traguardo. Piuttosto si può parlare di un buon risultato sorretto da un'illusione statistica che la demografia accentua e la politica scambia per merito.