•
Beppe Grillo porta Conte in tribunale per riprendersi il nome e il simbolo del M5s
Il fondatore del Movimento e l'associazione M5s di Genova hanno notificato l'atto di citazione davanti al Tribunale di Roma. La prima udienza è prevista a luglio. Se l'attuale leader perderà, dovrà cambiare il nome del suo partito. La notizia nel giorno in cui Conte annuncia il suo libro-manifesto
di
31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 03:33 PM

Beppe Grillo durante il suo spettacolo 'Io sono un altro' a Fiesole (Firenze), 17 giugno 2024.ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Il fondatore del M5s Beppe Grillo e l'associazione Movimento 5 stelle di Genova hanno notificato l'atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per rivendicare la titolarità del nome e del simbolo "MoVimento 5 stelle", con la prima udienza prevista per luglio. Con l'obiettivo, non solo di riprendersi un nome e un simbolo, ma anche l'idea originaria che sarebbe stata tradita dall'attuale leadership di Giuseppe Conte, che ha trasformato ciò che era nato come movimento in un partito come tutti gli altri. Il giudice sarà infatti chiamato a stabilire se il simbolo e il nome della "non-associazione" creata da Grillo con lo scopo provocatorio di contrapporsi a quello che era - ed è ancora - il tradizionale modello di partito, possa continuare ad essere utilizzato da Conte, come in realtà concesso alla nuova associazione (nata nel 2017).
Con un lungo e durissimo post su Facebook, l'ex parlamentare pentastellato Marco Bella ha commentato la vicenda, scontrandosi frontalmente con Conte. "In un mondo normale, se io Beppe Grillo ti concedo a te Giuseppe Conte, di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo", ha scritto. "In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno Presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo. In un mondo normale, se tu, parlamentare M5S, hai firmato un impegno e ti sei presentato agli elettori dicendo che avresti fatto solo due mandati, non ti dovrebbe nemmeno passare per l’anticamera del cervello che puoi cacciare chi ti ha permesso di sedere su quelle comode poltrone perché semplicemente ti dice che gli impegni si rispettano".
"Purtroppo non viviamo in un mondo normale", scrive sconsolato Bella. "La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa. E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento la ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. É una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta. Se vi rimane ancora un po’ di dignità, ridate il simbolo e il nome del MoVimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo. Loro, purtroppo, non credo molleranno. Noi nemmeno. Forza Beppe!".
I malumori di Grillo per l'attuale leadership, del resto, non sono un mistero. E soprattutto non sono una novità. Già a dicembre 2024, diceva: “Questo simbolo che ha rappresentato sudore, cuore e coraggio in mano a queste persone mi dà un senso di disagio, fatevene un altro e andate avanti”.
di
Poi a ottobre 2025 ha voluto riesumare il vecchio sito storico. Una mossa che arrivò nei giorni successivi alle dimissioni da vicepresidente del partito da parte di Chiara Appendino. Ma soprattutto all'interno del vecchio sito erano visionabili tutta una serie di documenti storici che avevano un messaggio chiaro, in particolar modo dopo l'estromissione dalla gestione del Movimento dall'Assemblea costituente voluta da Conte l'anno precedente: ricordare che il proprietario de simbolo del M5s è uno solo, cioè lui stesso. Un'azione che aveva fatto preoccupare i vertici attuali sulla possibilità di un ricorso.
di