dopo l'alluvione

In Emilia-Romagna arriva von der Leyen, mentre il governo prende tempo su Bonaccini commissario

Ruggiero Montenegro

La presidente della Commissione sorvolerà le zone alluvionate accompagnata da Meloni. Intanto sulla ricostruzione restano le frizioni tra FdI e Lega. L'ipotesi Bignami e quella di una figura tecnica. Ma Toti, Occhiuto, Zaia e Fedriga spingono per il presidente dell'E-R

I due miliardi stanziati dal Consiglio dei ministri, dice Stefano Bonaccini, rappresentano "un primo passo importante, un segnale concreto per dare subito una risposta a chi è stato colpito e in alcuni casi ha perso tutto". Ma non possono essere considerati un punto d'arrivo. Perché la situazione d'emergenza dell'Emilia Romagna non è stata ancora superata. E c'è poi un nodo, tutto politico, sulla nomina del Commissario alla ricostruzione, rispetto a cui i partiti di governo non paiono mostrare la stessa compattezza di cui hanno dato prova con il decreto di martedì, mentre i governatori delle regioni del centrodestra , con varie sfumature, spingono affinchè il ruolo venga affidato a Bonaccini. Se ne capirà di più e meglio nelle prossime ore. Nella regione alluvionata è attesa la visita di Ursula von der Leyen:. La presidente della Commissione europea ha voluto mostrare la vicinanza dell'Ue, sarà accompagnata da Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni: insieme dovrebbero sorvolare le zone colpite dal maltempo prima di tenere un punto stampa. 

Sul territorio intanto si continua a lavorare, persiste l'allerta rossa. I Vigili del fuoco -  spiega una nota - hanno compiuto in questi giorni circa 7.500 interventi, e altri saranno necessari nei prossimi giorni. Nel weekend sono attese nuove perturbazioni, sebbene di entità minore e resta da monitorare il rischio sanitario legato alle acque potenzialmente contaminate, "La situazione è sotto controllo", ha assicuraro ieri sera il ministro della Salute Orazio Schillaci, raccomandando tuttavia "di seguire le indicazioni e adottare i comportamenti suggeriti dal Dipartimento di Sanità pubblica". 

Ed è in questo quadro che si gioca la partita politica sulla ricostruzione. Una nomina che sembrava essere destinata a Bonaccini, ma che si è inceppata, almeno per il momento, nelle frizioni interne alla maggioranza: in particolare quelle tra Fratelli d'italia e Lega. Va ricordardato che il presidente dell'Emilia-Romagna è già stato designato commissario all'emergenza, per fronteggiare l'ondata di maltempo che ha colpito la regione già a inizio maggio. In questa veste dirigerà le risorse già stanziate dal governo. E' la gestione della fase successiva ad agitare i partiti. "In genere, come commissario viene nominato un presidente di Regione", ha detto lo stesso Bonaccini in un colloquio con la Stampa, proponendo come modello "quello per la ricostruzione post sisma 2012. Abbiamo ricostruito l’Emilia, faremo lo stesso con la Romagna, e lo faremo insieme, come siamo abituati a fare in questa terra".

Per Bonaccini, che è all'ultimo mandato da governatore, la nomina rappresenterebbe un ulteriore riconoscimento della propria capacità di amministratore, della competenza dimostrata in passato. Un ruolo da spendere anche in prospettiva, su altri fronti. Nel frattempo, il presidente ha incassato il sostegno, più o meno deciso, dei suoi omologhi. Giovanni Toti, per esempio, non ha usato mezzi termini: "Deve essere lui il commissario, altrimenti si va contro la volontà popolare", è la posizione del presidente della Liguria. Sovrapponibile a quella che arriva dalla Calabria, da Roberto Occhiuto: "La cosa più logica è che sia Bonaccini a occuparsene", dice a Repubblica. Anche il veneto Luca Zaia ha espresso grosso modo lo stesso concetto - "Non compete a me la nomina, ma storicamente tocca al presidente - così come Massimiliano Fedriga, secondo cui "è bene che il governatore abbia un ruolo di rilievo". 

 

Prese di posizione che arrivano tutte da regioni amministrate dal centrodestra, nel tentativo di non creare un precedente che rischia di tornare indietro come un boomerang. Ma anche - forse soprattutto - di dare un indicazione di merito al governo, che per il momento ha tuttavia preso tempo. Su Bonaccini, è stata la Lega in particolar modo a mettersi di traverso. al netto della smentita ufficiale. Altro nome in ballo è quello del bolognese Galeazzo Bignami, di Fratelli d'Italia, che è anche sottosegretario di Trasporti: una eventuale nomina che in qualche misura potrebbe trasformarsi in un di trampolino di lancio verso le prossime regionali emiliane. Anche questo tipo di scelta  però non incontra gli entusiasmi (eufemismo) del Carroccio. Per questo, ha preso campo l'ipotesi di un tecnico d'area, alla Bertolaso insomma, una mediazione che potrebbe accontentare tutti, evitando nuove discussioni tra Lega e FdI, dopo quelle recenti sull'Autonomia. Un quadro più chiaro potrebbe arrivare dal Cdm di questo pomeriggio, anche se come ha ricordato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, "il tema non è all'ordine del giorno".

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