Quella dei capigruppo donne nel pd "è una questione politica"

"Una grande forza progressista non può avere solo uomini ai vertici". "C'è bisogno di parità a tutti i livelli". Parlano Lia Quartapelle, Cecilia D'Elia, Piero De Luca, Tommaso Nannicini
22 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 17:01
Domenica il segretario del Partito democratico Enrico Letta ha detto in un’intervista al Tirreno che vorrebbe due nuovi capigruppo in Parlamento al posto degli attuali Andrea Marcucci e Graziano Delrio, e ha aggiunto che al loro posto sarebbe il caso di mettere due donne. "Io sono sicuro che i gruppi sceglieranno, sulla base di una selezione, votando sicuramente donne di qualità, come sono le donne che stanno nei gruppi parlamentari del Pd". ha ribadito oggi Letta a Repubblica tv, ricordando che "in Europa è la precondizione il fatto che ci sia una questione di genere".
"Per il Pd è il momento di dimostrare attenzione alle donne non solo a parole", dice la deputata dem Lia Quartapelle. "Con l'elezione di due donne capigruppo alla Camera e al Senato possiamo dare sostegno alle tante iniziative del governo alle donne che stanno facendo fatica al lavoro e in famiglia prendendosi cura dei figli, dei malati e degli anziani".

"Il problema non sono Marcucci o Delrio. Una grande forza progressista non può avere nelle posizioni apicali solo uomini: è una questione politica", dice Cecilia D'Elia, portavoce delle donne democratiche. E Piero De Luca ribatte: "C'è l'autonomia dei gruppi, che è sacra, e c'è un giusto appello del segretario a difendere e dare spazio alla parità di genere". Per il senatore pd Tommaso Nannicini "l'indicazione forte del segretario sarà elemento di valutazione importante. Abbiamo bisogno di parità a tutti i livelli, non solo per i capigruppo. E abbiamo bisogno di selezionare una classe dirigente".
Lotte di correnti dietro la questione di genere? "Dovremmo parlare di più di politica", risponde Nannicini. "Abbiamo bisogno di parlare con franchezza e non agitare temi senza discutere di ciò che deve fare il partito".
"Mi sembra un tema coerente con ciò che ha detto Letta in assemblea e che quasi tutti abbiamo votato", ribatte D'Elia, "che sia un'assunzione di responsabilità rispetto al modo di essere di un partito che deve praticare ciò che dice. E credo sia proprio nelle corde di Letta la capacità di guardare alle pluralità".