Ma bisogna anche governare, ora

Decreti in attesa, ritardi nella gestione ordinaria. Non si vive di sola “verifica”
8 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 05:15
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Mentre continua la sempre meno comprensibile “verifica” della maggioranza, l’attività per così dire ordinaria del governo subisce intralci e accumula ritardi. Si accumulano decreti che dovranno essere convertiti entro il mese prossimo, ce ne sono già almeno cinque senza contare quelli sui ristori, il che porterà quasi inevitabilmente a una fase convulsa della discussione parlamentare. Il governo deve governare, specialmente in una fase in cui si debbono inanellare una serie di decreti (compreso quello di correzione in extremis del bilancio a causa di un incredibile errore commesso nella sua redazione per quel che riguarda la manovra sul cuneo fiscale). Mentre si discute delle prospettive più ampie legate all’impiego dei fondi europei per la rinascita, non si può continuare ad agire in modo poco rispettoso delle prerogative parlamentari e poco efficace. Una certa faciloneria in fase di emanazione dei decreti, il ritardo nella loro calendarizzazione, rischiano di accentuare le tensioni anche sulla materia ordinaria, creando peraltro confusione per chi poi quei decreti li deve applicare.
La questione dell’indirizzo politico del governo va affrontata e si spera risolta in una conferma o in una crisi in tempi ragionevolmente brevi nella sede del confronto tra il premier e le forze politiche di maggioranza. Ma, intanto, bisogna far funzionare l’amministrazione, dare certezze ai cittadini, norme chiare alle varie strutture operative. Altrimenti, se non sa governare nemmeno l’ordinaria gestione, è meglio che il governo se ne vada. Per rendere operativa la manovra di bilancio già approvata servono più di 150 decreti attuativi (che non devono passare per il Parlamento) o non si riuscirà ad attuare le norme, comprese quelle che in qualche modo attenuano le difficoltà delle categorie più svantaggiate. Si tratta di lavorare bene e in fretta: diversamente, si accentuerà la sfiducia e si aumenterà la confusione. E’ giusto pensare al futuro e alle grandi scelte di prospettiva, magari anche a qualche cambiamento nella composizione del ministero, ma questo non può giustificare l’inefficienza nella gestione delle scelte dell’immediato, che sta raggiungendo i limiti di guardia.