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La miseria politica dello scalpo in diretta social

Salvini mette online le foto della pizza e quelle di Battisti, un criminale che potrebbe essere serenamente messo in cella senza trasformarlo in un circo

14 Gennaio 2019 alle 15:38

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Roma. La dittatura dell’istantaneo impone a Matteo Salvini, un foodblogger prestato al ministero dell’Interno, di riprendere qualsiasi cosa gli capiti a tiro e mandarla in diretta. Che sia l’abbattimento di un accampamento rom o la sua colazione (prima o poi, ne siam certi, qualcuno intervisterà un dietologo per un parere autorevole), per Salvini non fa alcuna differenza. L’importante è presentarsi con una divisa della polizia. È un format, un reality show, ricorda Will Conway – i fan di House Of Cards rammenteranno – lo sfidante di Frank Underwood, pronto a filmare le proprie giornate e la propria intimità domestica pur di far politica in un modo “nuovo”.

 

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Ma non c’è nulla di nuovo in politica nel mettere in scena sé stessi, nel prestare il proprio corpo per comunicare qualcosa. Così come non c’è nulla di nuovo nell’offrire all’elettorato, anzi al pubblico, la diretta dello scalpo, in questo caso Cesare Battisti. Cambia solo il mezzo – Facebook e le sue dirette – con cui spettacolarizzare abbattimenti, tragedie e arresti. La miseria politica è la stessa. Non che altrove le cose vadano meglio. Nell’illuminata America, Beto O’ Rourke ci fa sapere nelle sue Instagram stories che i suoi denti sono perfetti grazie a un’istantanea della sua pulizia dentale; Alexandria Ocasio-Cortez fa le dirette su Instagram dalla sua cucina.

  

  

Come ha osservato Madison Malone Kircher sul New York Magazine, “solo perché Beto O’ Rourke nel raccontare la sua vita nelle Instagram Stories si sente naturale non significa che chiunque voglia vedere lui o altri candidati alle prese con la loro igiene dentale”. Salvini riesce a tenere insieme tutto: mette online le foto della pizza e quelle di Battisti, un criminale che potrebbe essere serenamente messo in cella senza trasformarlo in un circo.


 

Video editing Enrico Cicchetti

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • valentinab1

    14 Gennaio 2019 - 22:10

    Evidentemente la gente collegata su Fb non solo non era a lavorare, ma non aveva niente altro di meglio da fare. Figuriamoci come questa gente possa capire la gravità di questo indegno show in uno stato di diritto.

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  • ayler

    14 Gennaio 2019 - 19:07

    Se Battisti fosse rimasto in carcere, anche senza pentirsi, ora sarebbe libero da tempo. Come concutelli, Fioravanti e la mambro. Responsabili i crimini ancora più efferati. Con buona pace di salvini.

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  • niky lismo

    14 Gennaio 2019 - 16:04

    Serenamente messo in cella? Ma la serenità inerisce a un popolo raziocinante, a coscienze pacificate, a cittadini, insomma, che nell'avanzare giuste rivendicazioni non inderogabilmente emettono torrenti furoreggianti di livore e di odio verso nemici scelti a caso. Non si pretenderebbe di impiccare l'amministratore di Autostrade, per esempio, né di asportare lo scalpo a Elsa Fornero. Ma se così fosse la nostra politica truccata da antipolitica non avrebbe più né senso né consenso, si ridurrebbe a ragionamento, a valutazione di fatti, a prospettazione di idee, magari appassionate ma purtuttavia senza l'odio che oggi necessariamente richiede. Non servirebbero le sparate della chiusura dei porti, della divisa militare ostentata, di un arresto venduto come liberazione del popolo dal giogo criminale. Insomma, sarebbe tutto più grigio (e meno nero…)

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  • Skybolt

    14 Gennaio 2019 - 16:04

    Quando venne preso Riina che successe? E Provenzano? Salvini c'è riuscito a farselo ridare. Giusto che valorizzi la cosa. Al netto delle schifiltosità di parte.

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