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Il nord ostile al Pd

Il mondo produttivo ribolle contro il governo, ma la sinistra riformista non riesce a intercettarlo. Qualche causa

1 Dicembre 2018 alle 06:00

Il nord ostile al Pd

I sostenitori della Lega al congresso di Pontida (Foto Imagoeconomica)

Milano. Il numero con il meno davanti è arrivato, dopo quattro anni di crescita. Torino va in piazza, a Milano il 13 dicembre lo faranno i piccoli imprenditori, i commercianti di Lombardia e Veneto. Assolombarda ha parlato, i numeri di Piazza Affari pure, l’umore delle regioni produttive è pessimo contro l’operato del governo. Ci vogliono riforme pro crescita, stimoli a impresa e occupazione. Ci vuole Europa. Raccontato così, sulla carta e con i numeri, è il nord che inizia a...

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  • eleonid

    01 Dicembre 2018 - 09:09

    Non c'è da meravigliarsi sull'inerzia della propria coscienza da parte di chi vede in questo Governo la via d'usvuta dai propri guai. L'animale uomo è duro di cervice diceva qualcuno che da 2000 anni cerca di guidare le nostre coscienze. D'altra parte quelli del nord devono condonare i propri debiti col fisco e quelli del sud come sempre aspettano i sussidi.E queste dye categorie sono la maggioranza del paese che è abituato a giocare con le tre carte. L'attuale fase politica serve a dare soldi prendendoli non si sa dove. Quando si arriverà alla patrimoniale allora l'80% degli italiani, che hanno una casa, verificheranno la bontà della loro scelta politica ed economica . Se il saldo sarà positivo , quelli che hanno votato Lega e M5s saranno contenti, per gli altri rimarrà la magra consolazione di non averci preso ancora una volta. Cosa può fare il vecchio PD? Credo che al momento abbia poche chance di far ricredere quelli che non lo hanno votato .

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  • stearm

    01 Dicembre 2018 - 09:09

    L'ultimo tentativo potrebbe essere appunto che Renzi esca dal PD e provi a creare un partito liberale-riformista. C'è però di base un problema anche culturale. La Lega amministra da trent'anni gran parte dei comuni del Nord -quelli sotto 10.000 abitanti citati dall'articolo. Li ha amministrati bene, dicono i cittadini di questi paesi. Ecco, scusate, ma andatevelo a fare un giro tra questi comuni e ditemi voi se, rispetto a trent'anni fa, sono migliorati. Certo, un permesso per costruire un capannone in più l'amministratore leghista te lo regala subito, se c'è da fare una rotonda, eccola pronta in un mese. Ma queste cose contano veramente, rappresentano un modello di sviluppo aperto e dinamico, proiettato verso il futuro? Insomma, c'è un provincialismo miope che purtroppo unisce elettori ed eletti, amministratori leghisti e imprenditori 'leghisti'. 'Piccolo è bello' ha avuto un suo perchè, ma trent'anni fa quando queste regioni, questi comuni li governava la DC. Trent'anni persi.

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